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14/07/2026 ore 18.54
Cronaca

Docente Unical assolto dall’accusa di stalking ma condannato per diffamazione

Marcello Zanatta era imputato per presunti comportamenti persecutori nei confronti di una collega dell’Unical, costituitasi parte civile e assistita dall’avvocato Nicola Carratelli

di Antonio Alizzi
Unical a Rende

Il Tribunale monocratico di Cosenza, presieduto dalla giudice Eleonora Palmieri, ha assolto il professore dell’Università della Calabria Marcello Zanatta dall’accusa di atti persecutori, condannandolo invece per il reato di diffamazione alla pena di 10 mesi di reclusione.

Il docente, difeso dall’avvocato Francesco Chiaia, era imputato per presunti comportamenti persecutori nei confronti di una collega dell’Unical, costituitasi parte civile e assistita dall’avvocato Nicola Carratelli.

Secondo l’impostazione accusatoria, sostenuta in aula dal pubblico ministero Valeria Perrone, Zanatta avrebbe provocato nella collega uno stato di ansia e di timore attraverso una serie di condotte ritenute reiterate, tra cui il fatto di fissarla durante i consigli di facoltà e di assistere alle sue lezioni. La Procura aveva chiesto la condanna dell’imputato a un anno e sei mesi di reclusione per tutti i reati contestati. Anche la parte civile aveva sollecitato una pronuncia di condanna per l’intero impianto accusatorio.

Nel corso della discussione, la difesa ha contestato la ricostruzione prospettata dall’accusa, sostenendo che le risultanze dibattimentali non fossero idonee a dimostrare la sussistenza degli elementi costitutivi del reato di atti persecutori.

All’esito del processo, il Tribunale ha accolto le tesi difensive con riferimento all’accusa di stalking, pronunciando sentenza di assoluzione.

Il giudice ha invece ritenuto sussistente il reato di diffamazione in relazione ad alcune recensioni di carattere accademico ritenute lesive della reputazione della collega, condannando il professore alla pena di 10 mesi di reclusione.