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19/10/2026 ore 21.27
Cronaca

Fatture ritenute false, prosciolti gli imprenditori Francesco e Antonella Dodaro: cade il sequestro da 164mila euro

Non luogo a procedere anche per Angelo Magnoli. Il giudice non ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di Cosenza

di Antonio Alizzi
La sede del tribunale di Cosenza

Il giudice dell’udienza preliminare Letizia Benigno non ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di Cosenza e ha prosciolto l’imprenditore ed editore Francesco Dodaro, la sorella Antonella Dodaro e Angelo Magnoli. Con la decisione perde efficacia anche il sequestro preventivo di circa 164mila euro disposto durante la fase delle indagini.

Francesco Dodaro è stato difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Nicola Carratelli. La difesa di Antonella Dodaro è stata curata anche dagli avvocati Paolo Greco e Cesare Badolato, mentre Angelo Magnoli è stato assistito dall’avvocato Luca Acciardi.

Il procedimento nasceva da un’indagine condotta dalla Guardia di finanza di Cosenza su una presunta evasione fiscale realizzata, secondo l’originaria ipotesi accusatoria, attraverso l’utilizzo di una fattura relativa a operazioni ritenute inesistenti.

Respinta la richiesta di rinvio a giudizio

La Procura di Cosenza, all’epoca rappresentata dal pm Giuseppe Cozzolino, aveva chiesto che i tre imputati fossero rinviati a giudizio. Il giudice dell’udienza preliminare non ha però accolto la richiesta, disponendo il loro proscioglimento.

L’indagine sulle operazioni fiscali del 2018

Gli accertamenti erano partiti da una segnalazione dell’Agenzia delle Entrate relativa alle operazioni effettuate nel 2018 da una società con sede a Castrolibero.

Secondo la ricostruzione investigativa, la società avrebbe registrato una fattura da 432mila euro, oltre 95.040 euro di Iva, per prestazioni considerate inesistenti. L’utilizzo contabile del documento avrebbe generato, nell’impostazione della Procura, un credito Iva e una serie di deduzioni ai fini Ires.

Il profitto complessivamente contestato era stato quantificato in 164.173 euro, somma sulla quale era stato disposto il sequestro preventivo.

La precedente misura interdittiva

Durante la fase cautelare, nei confronti di Francesco Dodaro era stata applicata l’interdizione per un anno dall’esercizio dell’attività d’impresa e dallo svolgimento di incarichi direttivi.

L’ordinanza cautelare richiamava anche una presunta predisposizione di documentazione destinata, secondo l’accusa, a dimostrare l’effettività dell’operazione economica. Tutte le accuse, però, sono state ritenute infondate dal tribunale di Cosenza.