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20/01/2026 ore 16.23
Cronaca

Federica Torzullo, procuratore Liguori contesta reato di femminicidio: è la prima volta in Italia

Fissata per domani l’udienza di convalida del fermo in carcere per il marito Claudio Carlomagno accusato di averla uccisa con ventitré coltellate. A Saracena intanto annullata la fiaccolata in programma per venerdì. Il sindaco Renzo Russo: «È il momento del silenzio»

di Emilia Canonaco

Il procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori, originario di San Demetrio Corone, ha contestato il nuovo reato di femminicidio a Claudio Carlomagno, l'uomo che ha ucciso la moglie Federica Torzullo e l'ha sotterrata in un canneto alle spalle della propria azienda ad Anguillara.

Il procuratore hanno modificato la fattispecie alla luce delle risultanze investigative. L'articolo 577 bis del codice penale prevede la condanna all'ergastolo per l'omicidio di una donna che viene commesso "per motivi di odio, discriminazione di genere, o per reprimere la sua libertà, i suoi diritti o la sua personalità, come il rifiuto di una relazione". L'uomo è indagato anche per occultamento di cadavere. Fissata per domani l'udienza di convalida in carcere per l'uomo. Dall’autopsia effettuata oggi a Roma, è emerso che Federica Torzullo è stata uccisa con venitré coltellate

Intanto, è stata annullata la fiaccolata silenziosa prevista per venerdì 23 gennaio a Saracena, comune del cosentino di cui la famiglia di Federica era originaria. «Non per sottrarsi al dolore, ma per custodirlo nel modo più autentico: nel silenzio». È quanto fa sapere l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Renzo Russo, interpretando con responsabilità istituzionale un volere della famiglia di Federica che chiede misura, discrezione e umanità. «Quando il dolore è così profondo - ricorda il Primo cittadino - ogni gesto pubblico deve saper fare un passo indietro. Rimaniamo sinceramente partecipi al dolore della famiglia Torzullo per quanto accaduto senza bisogno di altre parole o iniziative, ma solo con ascolto e compostezza. È questo il tempo del silenzio condiviso».