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03/03/2025 ore 07.30
Cronaca

Finto medico a Cosenza, la laurea gliel'ha comprata la Camorra

Per conseguire il titolo si sarebbe rivolto a dei latitanti napoletani stanziati a Santa Maria del Cedro, la truffa svelata da un pentito
di Marco Cribari

Sulla carta è un noto medico cosentino, ma secondo il pentito Francesco Galdi nasconde un inconfessabile segreto: la sua laurea, quella appesa dietro la scrivania del suo studio, è falsa. Proprio così, falsa. C’è posto anche per un sedicente professionista cosentino, dunque, nelle confessioni di Galdi, alias “il dottore”, lui sì laureato in economia e commercio, ma che in una precedente vita aveva scelto di mettere la sua intelligenza a disposizione del malaffare, specializzandosi in truffe e narcotraffico.

Durante la sua militanza criminale, però, il suo cammino si sarebbe incrociato con quello del finto dottore. «Questo medico, anzi pseudo medico, esercita da più di trent’anni – spiegava il pentito al magistrati pochi anni fa – ma non aveva la laurea. In passato, questa vicenda venne fuori perché la Procura si mise a indagare su di lui. Nello stesso periodo, si scoprì che era finito anche sotto usura».

Fatto sta che, a sentire Galdi, un bel giorno il sedicente medico l’avrebbe contattato per chiedergli un favore di vitale importanza: «Voleva vedere cosa si poteva fare per questa laurea, eventualmente a livello telematico, cercare di forzare qualcosa a livello di banca dati. Io non riuscii a fare questa operazione, ma ho saputo poi che tramite dei latitanti napoletani che erano ospiti a Santa Maria del Cedro, riuscirono ad arrivare all’università di Napoli».

Il medico, dunque, fu “riabilitato” con questi famosi esami che mancavano per completare il suo percorso di studi. «Gli venne consegnata questa laurea e lui poté andare a risolvere il problema sia con la Procura che con l’albo dei medici. Portò, infatti, questa pezza giustificativa, nel senso che lui dimostrò che aveva sostenuto quegli esami e che si era trattato solo di un errore dell’università. In realtà, anche la laurea che attualmente gli risulta è falsa. Non è stata rilasciata dall’università di Napoli – concludeva il pentito, a margine dell’interrogatorio – ma è un falso fatto dai camorristi dietro il pagamento di una certa cifra».

Riguardo, invece, al suo battesimo nel mondo del crimine, Galdi ha spiegato che non si trattò di una scelta maturata consapevolmente, ma dovuta a uno stato di necessità. A metà degli anni Novanta, infatti, sarebbe finito sotto usura, contraendo debiti per svariate migliaia di euro. Da qui, dunque, il suo successivo avvicinamento ai clan nel tentativo di rimettere in pareggio i propri conti. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, però, decise di trasferirsi al Nord per dedicarsi alle truffe, una delle sue specialità, nella speranza di poter così calmierare i creditori. Al suo arresto, farà seguito la scelta di collaborare con la giustizia.