Frode assicurativa dopo una caduta a Longobardi, Raffaele Caruso assolto dal Tribunale di Torino
Il giudice ha pronunciato la formula «per non aver commesso il fatto». Il pm aveva chiesto otto mesi, la parte civile una provvisionale di 3mila euro
Il Tribunale di Torino ha assolto il cosentino Raffaele Caruso dall’accusa di frode assicurativa con la formula «per non aver commesso il fatto». La sentenza è stata pronunciata dalla sesta sezione penale, presieduta dalla giudice Antonella Nocifora.
Caruso, difeso dagli avvocati Francesco Chiaia e Antonio Petrone, era imputato per l’ipotesi prevista dall’articolo 642 del Codice penale. Secondo l’accusa, avrebbe denunciato falsamente un incidente avvenuto nell’estate del 2022 sulle scale di un condominio di Longobardi, in provincia di Cosenza, con l’obiettivo di ottenere indebitamente un indennizzo assicurativo.
Il processo celebrato a Torino
Il procedimento è stato celebrato davanti al Tribunale di Torino poiché nel capoluogo piemontese si trova la sede della compagnia Reale Mutua Assicurazioni, coinvolta nel giudizio anche come parte civile.
Dopo la denuncia del sinistro, l’assicurazione aveva affidato a un’agenzia investigativa il compito di svolgere alcune verifiche. Le prime conclusioni dell’attività erano risultate sfavorevoli all’imputato.
Durante il controesame, tuttavia, l’avvocato Francesco Chiaia ha contestato la ricostruzione della rappresentante dell’agenzia. Secondo quanto riferito dalla difesa, le affermazioni formulate sarebbero state il risultato di valutazioni e non di specifici riscontri fattuali. Sul punto è stato ascoltato anche il rappresentante della compagnia assicurativa.
Acquisita la telefonata al 118
Nel corso di un’altra udienza è stato ascoltato l’audio della chiamata effettuata al 118. Dalla registrazione non sarebbero emerse indicazioni utili a individuare con precisione il luogo della caduta.
La difesa ha inoltre chiamato a deporre il proprio consulente tecnico, l’ingegnere Fabrizio Coscarelli, che ha illustrato una ricostruzione dell’accaduto ritenuta compatibile con la versione sostenuta dagli avvocati di Caruso.
Il pm aveva chiesto otto mesi
Al termine della discussione, il pubblico ministero aveva chiesto la condanna dell’imputato a otto mesi di reclusione. La parte civile si era associata alla richiesta, domandando anche il riconoscimento di una provvisionale pari a 3mila euro.
La difesa aveva invece sollecitato l’assoluzione. Il Tribunale ha pronunciato la sentenza escludendo che Caruso avesse commesso il fatto contestato.