Gastroenterite a Mandatoriccio, l’ASP rassicura: 19 minori assistiti, cinque ricoverati
L’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza chiarisce:«Nessun paziente è in condizioni critiche. Avviate le indagini epidemiologiche, cliniche e ambientali per chiarire l’origine dell’episodio»
La situazione sanitaria a Mandatoriccio resta sotto stretto monitoraggio, ma dagli aggiornamenti forniti dall’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza arrivano elementi di rassicurazione sulle condizioni dei minori coinvolti finiti sotto osservazione dopo aver accusato vomito, diarrea, febbre e dolori addominali. In particolare, erano state raccolte anche segnalazioni relative alle condizioni del mare, senza che al momento fosse stato possibile stabilire alcun collegamento tra la qualità dell’acqua e i malori.
Nel frattempo, il quadro si è ulteriormente definito sul piano sanitario. Tra il pomeriggio di ieri e l’intera giornata di oggi, la rete dell’emergenza-urgenza e l’Unità operativa complessa di Pediatria dello Spoke di Corigliano-Rossano hanno preso in carico complessivamente 19 minori, di età compresa tra 2 e 17 anni, provenienti da Mandatoriccio.
I sintomi riscontrati sono quelli tipici di una gastroenterite acuta: principalmente febbre e vomito, mentre le manifestazioni diarroiche sono risultate meno frequenti. La quasi totalità dei bambini, interessata da forme lievi, è stata già dimessa e ha fatto ritorno a domicilio in buone condizioni generali dopo le prime terapie di reidratazione. Per cinque minori è stato invece disposto il ricovero precauzionale, finalizzato al monitoraggio clinico e alla somministrazione di terapie di supporto. L’ASP sottolinea che i parametri vitali dei bambini ricoverati sono stabili e nessuno versa in condizioni critiche.
L’ipotesi di un’origine virale
Sul piano clinico, il direttore dell’U.O.C. di Pediatria, Francesco Morrone, ha fornito ulteriori elementi di rassicurazione sull’evoluzione dei casi.
Le caratteristiche della sintomatologia e, soprattutto, la rapidità con cui si sono manifestati i disturbi orienterebbero primariamente verso una forma di verosimile origine virale. Si tratta tuttavia, allo stato attuale, di un’ipotesi clinica e non di una diagnosi eziologica definitiva. Per individuare con precisione l’origine dell’episodio sono infatti in corso gli accertamenti di laboratorio, compresi gli esami ematochimici e quelli coprocolturali.
Accertamenti anche sul territorio
Parallelamente agli esami sui pazienti, il Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Cosenza ha attivato un’indagine epidemiologica attraverso i servizi di Igiene pubblica. L’obiettivo è ricostruire la storia di ciascun caso e verificare eventuali elementi comuni tra i minori coinvolti. Sono inoltre in corso accertamenti tecnici e ambientali sul territorio, necessari a valutare ogni possibile fattore di correlazione.
Sarà dunque l’attività degli organismi sanitari, insieme agli esiti degli esami di laboratorio e degli accertamenti ambientali, a stabilire se esista un’origine comune dell’episodio. L’ASP di Cosenza invita infine cittadini e famiglie a fare riferimento esclusivamente alle comunicazioni ufficiali, assicurando che gli eventuali risultati delle analisi saranno resi noti non appena disponibili.
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