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23/07/2026 ore 10.38
Cronaca

Gatti usati per appiccare incendi in Calabria, l’Oipa denuncia e chiede indagini

L’associazione interviene dopo le segnalazioni della Protezione civile: stracci imbevuti di liquido infiammabile sarebbero stati legati alle code

di Redazione

Gatti utilizzati come strumenti per innescare e propagare incendi boschivi, con stracci imbevuti di liquido infiammabile legati alla coda. È l’ipotesi, ancora da verificare, sulla quale l’Organizzazione internazionale protezione animali ha presentato una denuncia chiedendo che vengano accertate eventuali responsabilità penali.

L’iniziativa dell’Oipa arriva dopo le dichiarazioni del direttore generale della Protezione civile della Regione Calabria, che avrebbe segnalato questi episodi durante le operazioni condotte contro i roghi divampati sul territorio regionale. La notizia è stata diffusa dalla stessa Protezione civile, ma dovrà ora trovare riscontro attraverso gli accertamenti delle autorità competenti.

La denuncia presentata dall’Oipa

L’associazione animalista chiede che venga verificata la fondatezza delle segnalazioni e che, qualora i fatti fossero confermati, siano individuati i responsabili. L’Oipa precisa di rimettersi interamente alle indagini, evitando di anticiparne le conclusioni.

L’ipotesi descritta è quella dell’impiego di animali per trasportare le fiamme da un punto all’altro della vegetazione. Gli stracci impregnati di sostanza infiammabile sarebbero stati legati alle code dei gatti, condannandoli a morire e favorendo contemporaneamente la propagazione incontrollata del fuoco.

Non sono stati forniti ulteriori dettagli sui luoghi in cui i presunti episodi si sarebbero verificati, sul numero degli animali coinvolti o sull’eventuale acquisizione di elementi materiali utili alle indagini.

Comparotto: «Un crimine disumano»

«Se questi fatti dovessero essere confermati dalle autorità competenti, ci troveremmo di fronte a un atto criminale gravissimo e a una crudeltà nei confronti degli animali inaccettabile», dichiara il presidente di Oipa Italia, Massimo Comparotto.

«Appiccare incendi con l’utilizzo di animali, condannandoli a una morte atroce, è un crimine disumano che può danneggiare anche persone, abitazioni, patrimonio boschivo e interi ecosistemi. Non dimentichiamo poi che chi è capace di infliggere sofferenze del genere a un animale è un grave pericolo per l’intera collettività», aggiunge Comparotto.

La denuncia punta dunque a fare chiarezza sia sui presunti maltrattamenti inflitti agli animali sia sulla loro eventuale utilizzazione per provocare o estendere gli incendi boschivi.

L’appello a segnalare comportamenti sospetti

L’Oipa auspica un intervento rapido da parte degli organi investigativi e l’applicazione delle misure previste dalla legge qualora venissero individuate responsabilità. L’associazione ha annunciato che continuerà a seguire gli sviluppi della vicenda.

Ai cittadini viene chiesto di segnalare tempestivamente alle forze dell’ordine persone, mezzi o comportamenti sospetti osservati nelle aree interessate dagli incendi. Le verifiche dovranno stabilire se gli episodi riferiti siano realmente avvenuti e ricostruire le eventuali modalità di azione e responsabilità individuali.