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26/08/2026 ore 07.30
Cronaca

Gentleman II, Fisnik Smajlaj rientra in Italia: è accusato di rifornire la cosca Abbruzzese | VIDEO

Era ricercato con mandato europeo. Secondo gli investigatori avrebbe fornito oltre 30 chili di eroina e alterato chirurgicamente le impronte

di Antonio Alizzi

Fisnik Smajlaj è rientrato in Italia sotto la scorta del personale dell’Unità I-CAN, l’organismo del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia impegnato nel contrasto globale alla ’ndrangheta. Il cittadino albanese era ricercato sulla base di un mandato di arresto europeo collegato all’inchiesta “Gentleman II” sul narcotraffico nella provincia di Cosenza.

Nei suoi confronti era stata disposta dal giudice per le indagini preliminari di Catanzaro la custodia cautelare in carcere, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. L’accusa contestata nel nuovo procedimento è di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

La posizione relativa a “Gentleman II” si trova ancora nella fase cautelare e le contestazioni dovranno essere verificate nel processo. Distinte sono le precedenti condanne definitive per le quali la Corte d’Appello di Catanzaro ha emesso un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti pari complessivamente a 27 anni e sei mesi di reclusione.

Il mandato europeo e il rientro in Italia

Smajlaj si era reso irreperibile quando, il 2 maggio 2023, era stata eseguita l’ordinanza di “Gentleman II”. Le autorità avevano quindi esteso le ricerche in ambito internazionale, fino all’emissione del mandato di arresto europeo.

Il rientro è avvenuto nei giorni scorsi con l’accompagnamento degli operatori dell’Unità I-CAN, acronimo di Interpol Cooperation Against ’Ndrangheta. Non sono stati indicati il Paese nel quale Smajlaj è stato rintracciato né le ulteriori tappe della procedura che ha permesso di trasferirlo in Italia.

L’ordinanza del 2023 aveva interessato complessivamente 25 persone: per 19 era stata disposta la custodia in carcere, per quattro quella domiciliare e per altre due l’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria. Il giudice aveva inoltre disposto il sequestro preventivo di beni per circa 3,8 milioni di euro.

L’accusa sui 30 chili di eroina

Secondo l’impostazione accusatoria, Smajlaj avrebbe ricoperto il ruolo di fornitore di eroina destinata alla cosca Abbruzzese di Cassano allo Ionio. Il quantitativo contestato nell’inchiesta supererebbe i 30 chilogrammi.

Gli investigatori ipotizzano l’esistenza di un’associazione dedita al narcotraffico con base operativa tra Cassano allo Ionio, Corigliano e il territorio della Sibaritide. L’organizzazione avrebbe avuto ramificazioni anche in Germania e avrebbe gestito importazioni di cocaina, eroina e hashish.

A Smajlaj vengono contestate, in questa fase, le violazioni degli articoli 73 e 74 del decreto del presidente della Repubblica 309 del 1990, riguardanti il traffico di stupefacenti e l’associazione finalizzata alla commissione di tali reati.

L’intervento per alterare le impronte digitali

Un elemento particolare sarebbe emerso durante le investigazioni e la procedura internazionale. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, nel 2021 Smajlaj si sarebbe sottoposto a un intervento chirurgico per alterare e invertire le impronte digitali, con l’obiettivo di eludere i sistemi di identificazione.

La circostanza viene ricondotta dagli investigatori ai tentativi messi in atto durante la sua irreperibilità. Saranno gli atti acquisiti e gli eventuali accertamenti tecnici a definire compiutamente anche questo aspetto.

Le indagini tra Calabria, Germania e Belgio

“Gentleman II” nasce da una complessa attività investigativa condotta dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria e dal Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro, insieme al Servizio centrale investigazione criminalità organizzata.

Dal 2020 alle indagini ha lavorato anche una squadra investigativa comune costituita con il Polizeipräsidium di Francoforte sul Meno e la Polizia giudiziaria federale di Liegi. L’attività ha ricevuto il supporto della Direzione centrale per i servizi antidroga e di Europol, con il coordinamento delle autorità giudiziarie italiane, tedesche e belghe e dei rispettivi membri di Eurojust.

La cooperazione internazionale era necessaria per ricostruire i presunti canali di approvvigionamento e distribuzione dello stupefacente tra la Calabria e altri Paesi europei.

Le precedenti condanne definitive

Il nome di Fisnik Smajlaj era già comparso nelle inchieste “Skoder” (dov’era coinvolto anche il presunto assassino di Ornella Forastefano) e “Gentleman”. In quei procedimenti era stato indicato come intermediario nel traffico di droga per la famiglia Magliari, ricondotta dagli investigatori alla locale di Altomonte, e per il clan Abbruzzese di Cassano allo Ionio.

Smajlaj era stato arrestato nel 2006 ed espulso dall’Italia nel 2008. Secondo le ricostruzioni investigative, avrebbe continuato dall’estero a gestire consegne di sostanze stupefacenti.

Per le precedenti contestazioni sono intervenute condanne definitive. Il 12 gennaio 2023 la Corte d’Appello di Catanzaro ha emesso un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti, determinando una pena complessiva di 27 anni e sei mesi.