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11/04/2026 ore 09.30
Cronaca

Agguato al boss Salvatore Morfò, per Scorza scatta il giudizio immediato

La Procura di Castrovillari porta direttamente a processo il 41enne di Corigliano Rossano accusato del tentato omicidio del 69enne rossanese. Prima udienza fissata a maggio

di Antonio Alizzi

Scatta il giudizio immediato per Giovanni Scorza, il 41enne di Corigliano Rossano accusato di aver tentato di uccidere Salvatore Morfò, indicato nelle precedenti ricostruzioni come figura di spicco della criminalità locale di Rossano. La richiesta è stata avanzata dal sostituto procuratore Flavia Stefanelli della Procura di Castrovillari e accolta dal gip Orvieto Matonti, che ha fissato l’avvio del processo nel mese di maggio. L’imputato, assistito dall’avvocato Pasquale Naccarato, potrà comunque valutare l’accesso a riti alternativi, con la possibilità di evitare l’istruttoria dibattimentale tipica del rito ordinario.

Le accuse e il passaggio al giudizio immediato

Nel procedimento vengono contestati, a vario titolo, i reati di tentato omicidio aggravato, detenzione e porto in luogo pubblico di un’arma clandestina e ricettazione. La Procura, dopo la fase delle indagini e gli atti già compiuti, ha ritenuto sussistenti i presupposti per chiedere il giudizio immediato, che consente di saltare l’udienza preliminare e portare direttamente la vicenda davanti al giudice.

Sibaritide in tensione, i nuovi equilibri criminali passano ancora dalle armi

L’agguato allo Scalo di Rossano

I fatti risalgono all’episodio avvenuto a Rossano, nel territorio di Corigliano Rossano, in via Pietro Romano, nei pressi di un locale pubblico. Secondo quanto ricostruito nelle prime fasi investigative, Morfò sarebbe stato richiamato all’esterno del locale per un chiarimento e, dopo poche battute, la situazione sarebbe degenerata: l’uomo ritenuto responsabile avrebbe estratto una pistola ed esploso due colpi a distanza ravvicinata, ferendo gravemente il 69enne in aree del corpo considerate particolarmente delicate per la presenza di organi vitali.

Nelle ore successive, la vittima è stata soccorsa e trasportata all’ospedale di Rossano, dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza.

Le indagini e il fermo: l’uomo barricato in casa

Dopo l’allarme, i carabinieri del Reparto territoriale di Corigliano Rossano avevano avviato accertamenti immediati, con rilievi sul posto e attività investigative per ricostruire la dinamica e risalire al responsabile. Nelle prime ore, secondo quanto riportato, sul luogo dell’agguato si erano recati anche i magistrati della Procura per seguire da vicino i primi passaggi.

Il 41enne è stato poi rintracciato in un’abitazione nel centro di Rossano, dove si era barricato per oltre tre ore.

L’interrogatorio e la versione dell’indagato

Nel corso dell’interrogatorio davanti al gip Matonti, Scorza avrebbe risposto alle domande sostenendo che l’incontro sarebbe stato richiesto per chiarire contrasti avuti nei giorni precedenti con il genero della vittima. Avrebbe inoltre escluso problemi diretti con Morfò e negato una pianificazione dell’agguato.

Resta centrale, nell’impianto accusatorio, il tema dell’arma e della dinamica degli spari. L’indagato avrebbe spiegato di aver iniziato a portare con sé la pistola dopo presunte minacce ricevute nei giorni precedenti da persone non identificate e con il volto coperto. Secondo la ricostruzione investigativa, invece, la discussione sarebbe degenerata rapidamente fino ai due colpi esplosi contro Morfò, lasciato a terra in gravi condizioni prima della fuga.

Secondo le ricostruzioni investigative, l’arma sarebbe stata nascosta nel cappotto e i colpi sarebbero stati esplosi mentre la pistola era ancora nella tasca. Su questo e sugli altri passaggi, sarà il processo a chiarire la dinamica effettiva e le responsabilità.