Gli amici di Vittorio Palermo: «Lontano culturalmente da logiche criminali»
Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata alla nostra redazione dagli amici di Vittorio Palermo, arrestato ieri dalla Dda di Catanzaro, nell’ambito dell’operazione Alibante. (LEGGI QUI I DETTAGLI)
Queste brevissime note sono una testimonianza dell’affetto che abbiamo verso Vittorio ma anche della convinzione, maturata anzi radicata nella lunghissima conoscenza personale e nella collaborazione di lavoro e ricerca, della sua assoluta distanza culturale e di vita da situazioni, fatti e persone per come leggiamo nei gravissimi capi di imputazione a suo carico. Il nostro rispetto per le Istituzioni, e per la Magistratura, supporta questa convinzione, e confidiamo nel più solerte accertamento dei fatti, che non potrà non riconoscere l’onestà e la professionalità di Vittorio Palermo.
Noi vogliamo contribuire, per quello che è possibile, a ricostruire ed evidenziare la storia di vita di questa persona: padre ammirevole, ora anche nonno delicatissimo, insegnante universitario integerrimo, costruttore di forti e lunghe relazioni con associazioni cattoliche e laiche impegnate nel mondo del volontariato, persona leale, trasparente che svolge le sue attività alla luce del sole, sempre ispirata da ideali di solidarietà e da fini conseguenti. Così noi lo conosciamo e, per questo, sentiamo l’obbligo affettivo e morale di testimoniarlo.
Questo breve comunicato è nato su iniziativa mia e di alcuni colleghi e amici di Vittorio e ha suscitato l’adesione di tanti, che riportiamo di seguito scusandoci con coloro che non abbiamo fatto in tempo ad includere.
