Il Covid continua a “galoppare”. In overbooking il reparto antivirus a Corigliano-Rossano
«In questi giorni stiamo raggiungendo il picco Covid e nei prossimi venti toccheremo quello dell’influenza, che si manifesta con sintomi simili a quelli del virus ma ben più gravi. Uno dei problemi è, quindi, la commistione tra virus e influenza stagionale». È il direttore sanitario dell’Asp di Cosenza, Martino Rizzo, a descrivere il quadro della situazione in un periodo di grave sofferenza ospedaliera. Mancano i posti letto e l’unico reparto Covid dell’Asp di Cosenza – quello del Giannettasio di Corigliano Rossano – è da giorni in overbooking. I sedici posti letto disponibili sono tutti occupati e più della metà di questi – da quanto appreso – sono sottoposti a ventilazione meccanica o addirittura ad ossigenoterapia ad alti flussi. Ciò significa che il virus Sar-Cov-II, nelle sue molteplici varianti, continua a “galoppare” creando problemi soprattutto nei soggetti fragili o in chi ha un quadro clinico complesso. Saltato il tracciamento risulta difficile circoscrivere l’ondata virale e quindi avere numeri precisi, ma che i casi siano e stiano continuando ad aumentare vertiginosamente, lo suggeriscono i ricoveri e la richiesta di posti letto Covid.
Il reparto Covid al collasso
La situazione in ospedale, invece, sembra più grave del previsto. «Vero, il reparto Covid del Giannettasio – spiega Rizzo – è pieno e non mancano le richieste di altri posti letto ma stiamo affrontando i singoli casi in base alle patologie. Pazienti affetti da altre malattie ma positivi al Covid vengono ricoverati nei reparti “ordinari”, comunque in isolamento, nelle cosiddette bolle. In pneumologia Covid finisce prevalentemente solo chi ha bisogno dell’ausilio del casco per la respirazione». Un paziente che accuserà patologie cardiache ed è positivo – ad esempio – sarà ricoverato in cardiologia per essere curato ma nelle “bolle”.
Le croniche carenze di personale
Non mancano i problemi anche nella gestione del reparto nell’ambito delle risorse umane. Ad oggi i medici in servizio sono cinque ma dovrebbero essere in dodici. Nell’area paramedica, invece, gli infermieri sono dodici infermieri – e dovrebbero essere almeno sedici in base ai pazienti ricoverati – con dieci operatori sociosanitari. Si ipotizza l’implementazione dei posti letto ma senza personale risulta difficile e con le aggravante: gli assunti Covid dei mesi scorsi sono stati collocati in altri reparti, per di più l’Asp di Cosenza pare abbia perso infermieri a vantaggio di Azienda zero. La carenza di personale, insomma, continua a manifestarsi come “il problema” della sanità calabrese. E senza una via d’uscita se è vero com’è vero che il mercato del lavoro (sanitario) non offre prospettive.