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07/07/2026 ore 19.04
Cronaca

Il giudice assolve un 47enne imputato per resistenza a pubblico ufficiale: decisiva la mancanza del dolo specifico

Giuseppe Covello era accusato di aver aggredito alcuni agenti della Squadra Mobile durante una perquisizione e di essere fuggito prima di essere bloccato con il taser. Il Tribunale di Cosenza ha accolto la tesi della difesa

di Redazione

Il giudice monocratico del Tribunale di Cosenza, Claudio Tricò, ha assolto con la formula «perché il fatto non costituisce reato» il quarantasettenne Giuseppe Covello, imputato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale aggravata, contestato ai sensi dell'articolo 337 del Codice penale.

L'uomo era stato arrestato il 3 febbraio 2026 e da allora si trovava agli arresti domiciliari.

Secondo l'accusa, durante una perquisizione effettuata nella sua abitazione di Rende avrebbe colpito con calci e pugni due agenti della Squadra Mobile della Questura di Cosenza, provocando loro lesioni, per poi ingaggiare una colluttazione con altri poliziotti, impugnare un forcone con atteggiamento minaccioso e tentare la fuga, proseguita anche dopo l'esplosione in aria di un colpo di pistola a scopo intimidatorio da parte di un agente.

La fuga si concluse soltanto dopo l'utilizzo del taser da parte degli operatori di polizia. Nel corso della successiva perquisizione furono inoltre rinvenute, nei pressi dell'abitazione, nove cartucce calibro 7,65 millimetri.

Nel corso dell'interrogatorio di garanzia, Covello aveva sostenuto di non essersi reso conto che le persone intervenute fossero appartenenti alle forze dell'ordine, poiché operavano in abiti civili. La difesa ha concentrato la propria strategia sull'assenza dell'elemento soggettivo richiesto dalla norma, sostenendo che non fosse dimostrato il dolo specifico, ossia la volontà di usare violenza o minaccia per impedire il compimento di un atto d'ufficio.

Secondo la tesi difensiva, l'imputato non avrebbe cercato di ostacolare la perquisizione domiciliare, che gli agenti avrebbero comunque potuto eseguire, ma avrebbe tentato esclusivamente di allontanarsi, spinto dalla paura.

Il Tribunale ha condiviso questa ricostruzione, pronunciando sentenza di assoluzione con la formula «perché il fatto non costituisce reato», facendo venir meno l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale aggravata.