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23/04/2026 ore 17.21
Cronaca

In provincia di Cosenza perquisizioni su estremisti dopo l’arresto del 19enne neonazista

Operazione coordinata dalla Procura di Milano: nel mirino una rete online tra suprematismo e odio razziale

di Redazione

Perquisizioni anche a Cosenza nell’ambito di una vasta operazione della Polizia di Stato contro l’estremismo online di matrice neonazista e suprematista. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, ha portato all’arresto di un 19enne residente a Pavia, ritenuto promotore e organizzatore di un gruppo attivo nella propaganda e nell’istigazione a delinquere per motivi di odio razziale e religioso.

Il giovane è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di aver guidato un sodalizio dedito alla diffusione di contenuti antisemiti, alla minimizzazione della Shoah e all’apologia del genocidio del popolo ebraico.

Contestualmente, su delega delle Procure milanesi - ordinaria e minorile - sono stati eseguiti 14 decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti giovani, nove dei quali minorenni, residenti in diverse province italiane, tra cui Cosenza.

L’inchiesta è frutto di un’attività articolata della Digos di Milano, con il supporto della Digos di Pavia e della Direzione centrale della Polizia di prevenzione, e nasce dal monitoraggio costante degli ambienti estremisti sul web. Gli investigatori hanno individuato una rete attiva su piattaforme di messaggistica, tra cui una chat denominata “Terza Posizione”, esplicito richiamo a movimenti eversivi del passato.

All’interno di questi spazi virtuali, secondo quanto ricostruito, veniva diffusa propaganda neofascista, neonazista e antisemita, con contenuti che arrivavano fino all’esaltazione di attentatori suprematisti e alla promozione di teorie ibride tra estremismo di destra e jihadismo, unite da un comune denominatore: l’odio antiebraico.

Il 19enne avrebbe inoltre creato un canale dedicato alla diffusione del materiale e contribuito alla stesura di un documento ideologico con contenuti eversivi, oltre a promuovere il passaggio all’azione concreta attraverso la creazione di gruppi operativi sul territorio.

Nel corso delle indagini sono emersi anche episodi riconducibili a membri della rete, alcuni dei quali già coinvolti in precedenti attività di polizia giudiziaria, compreso il caso di un minorenne arrestato nei mesi scorsi per addestramento con finalità di terrorismo.

Gli approfondimenti investigativi hanno portato inoltre all’individuazione di altri gruppi analoghi, tra cui uno denominato “Nuova Italia”, attivo nella diffusione di contenuti simili e nella promozione di dinamiche di radicalizzazione tra giovanissimi.

L’operazione conferma la crescente attenzione delle forze dell’ordine verso i fenomeni di estremismo digitale e i rischi connessi ai processi di radicalizzazione, soprattutto tra i più giovani.