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23/07/2026 ore 07.30
Cronaca

Pollino ferito dagli incendi, Lirangi: «Danni enormi alla biodiversità. Ora capiremo cosa è successo»

Il commissario straordinario dell’ente parco traccia il bilancio dei roghi: «Danni a sottobosco e microfauna, ma siamo riusciti a proteggere Serra Dolcedorme». Poi l’annuncio: «Bandiremo una gara per il telerilevamento»

di Paolo Mazza

C'è un momento, nel racconto di Luigi Lirangi, in cui la voce del commissario si incrina. Non è la devastazione del sottobosco a togliergli la lucidità istituzionale, ma la notizia, arrivata da pochi minuti, che le fiamme che da giorni assediano il Parco Nazionale del Pollino stanno finalmente arretrando. Il commissario straordinario dell'ente parco lo ammette senza remore: «Non le nascondo che mi sono commosso quando mi hanno comunicato che gli incendi stanno diminuendo».

Il bilancio, tra paura e sollievo

Sui numeri esatti bisognerà attendere. Lirangi è cauto: «Saranno fatti, appena spenti i focolai, tutti gli approfondimenti del caso con i nostri tecnici, per capire l'entità del danno». Ma la gravità, dice, «già lo si vede a occhio nudo», perché le fiamme hanno interessato «una porzione ampia del territorio, la zona della Manfriana e le aree limitrofe».
Una notizia rassicura: il fuoco non è arrivato a Serra Dolcedorme, la vetta simbolo del massiccio, come temuto in una prima fase concitata. Il commissario, che l’altro ieri ha seguito personalmente le operazioni alla presenza di Calabria Verde, racconta che un fronte era già stato chiuso, mentre si lavorava su altre zone «per evitare che il fuoco arrivasse ai pini loricati, il nostro simbolo».
A pagare il prezzo più alto è il sottobosco: «I danni hanno interessato la microfauna, una biodiversità enorme che purtroppo è stata colpita», oltre agli alberi, in un patrimonio riconosciuto dall'Unesco. «È stata una violenza nei confronti di un patrimonio straordinario», dice Lirangi, aggiungendo che incendi di questa entità non si registravano probabilmente dal 2007. 

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Al dolore si affianca la gratitudine per chi ha lavorato sul campo: squadre del parco, protezione civile, Calabria Verde, due elicotteri e i canadair, impegnati senza sosta. Lirangi racconta un episodio: «Con il cannocchiale vedevamo chi operava sul campo, e c'erano due uomini con un coraggio straordinario, quasi erano nelle fiamme, nel tentativo di bloccare l'avanzata del fuoco. Accanto ai delinquenti e agli sciacalli, fortunatamente, ci sono persone meravigliose che non esitano a rischiare la propria vita pur di tutelare questo straordinario patrimonio».
Sull'origine dei roghi il commissario non usa, infatti, mezzi termini. Oltre al caldo e alla siccità, ammette, c'è «la mano malata di chi evidentemente non ha rispetto di niente, e verranno fatte tutte le verifiche del caso».

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Il parco del Pollino quest'anno aveva investito molto sulla prevenzione, con la campagna “Pollino Fuoco Zero” e un confronto costante con i Carabinieri Forestali. Il commissario non si nasconde: «Sicuramente qualcosa non avrà funzionato. Ora proveremo a capire insieme agli altri enti e alla Regione, competente sul piano antincendio, quali altre azioni mettere in campo per evitare che domani si ripetano questi disastri».

Il commissario annuncia, inoltre, una gara per il telerilevamento, ossia l’insieme delle tecnologie che permetteranno di monitorare a 360 gradi buona parte dei 193mila ettari del parco. Non basterà da sola, avverte, «ma può essere uno strumento che aiuterà in maniera sensibile le altre attività di controllo e monitoraggio», mentre l'ente studia altre soluzioni insieme ai nuovi bandi in arrivo. 

Infine, il commissario straordinario chiede che l'emergenza non diventi l'ennesima occasione persa: «Non è una questione di risorse, bisogna essere più incisivi: a volte si spende tanto ma non si è concreti nell'agire». Sulle istituzioni si dice fiducioso: «C'è la massima disponibilità da parte del governo centrale e della Regione per affrontare la situazione e trovare soluzioni di supporto al nostro territorio».

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