Incendio a Praia a Mare, il Comune ammette: «Qualcosa non ha funzionato nella fase iniziale dell’emergenza»
L’amministrazione comunale ha rivolto un ringraziamento a quanti hanno manifestato solidarietà alla popolazione praiese, nella speranza che il Santuario della Madonna della Grotta possa riaprire al più presto le proprie porte ai fedeli
Una ferita profonda che segnerà a lungo il territorio e la comunità. Dopo il devastante incendio che tra il 13 e il 14 luglio ha distrutto gran parte del Monte Vingiolo, il sindaco Antonino De Lorenzo e l'amministrazione comunale di Praia a Mare hanno diffuso una nota di ringraziamento ai Comuni e a quanti hanno espresso vicinanza alla città, senza però nascondere le perplessità sulla gestione delle prime fasi dell'emergenza.
«Sin dai primi momenti dell'emergenza sono stati prontamente allertati tutti gli organi competenti – si legge nella nota – ma è evidente che qualcosa non ha funzionato nel fronteggiare la fase iniziale dell'incendio».
Il rogo segnalata sin da subito
Parole che arrivano al termine di due giornate drammatiche, durante le quali il rogo, segnalato fin dalle prime ore, finanche dalle nostra testate, si è progressivamente esteso fino a devastare uno dei luoghi più rappresentativi di Praia a Mare.
Oltre all’oggettivo ritardo con cui sono iniziate le operazioni di spegnimento, si parla anche di un guasto a uno degli elicotteri in volo, mentre la rete elettrica che alimenta la vicina ferrovia avrebbe fortemente rallentato le manovre e il conseguente rilascio di acqua sulle fiamme.
Colpito il simbolo della comunità
Tra le conseguenze più pesanti figura la chiusura del Santuario della Madonna della Grotta, simbolo identitario della città e custode dell'effigie della patrona, la Beata Vergine Maria della Grotta.
«Si tratta di una ferita profonda che ha scosso l'intera comunità praiese – prosegue l'amministrazione comunale – vedendo andare in fumo una parte significativa del proprio patrimonio boschivo e determinando, ci auguriamo solo temporaneamente, la chiusura del Santuario della Madonna della Grotta».
Il trasferimento della sacra effigie
Proprio mentre le fiamme circondavano il complesso religioso, il rettore del santuario, don Paolo Raimondi, d'intesa con il vescovo della diocesi di San Marco Argentano-Scalea, monsignor Stefano Rega, ha disposto il trasferimento della sacra effigie della Madonna nella Chiesa Madre, dove resterà fino a quando l'area non tornerà in condizioni di sicurezza.
«La decisione l'ho presa a tarda ora perché ho sperato fino all'ultimo – dichiara il rettore del santuario ai nostri microfoni –. Solo quando le fiamme avevano completamente circondato il santuario ho deciso di trasferire l'effigie».
Pericolo di distaccamento massi e caduta degli alberi
La scelta, precisa don Raimondi, non è stata dettata dal timore che il fuoco potesse raggiungere direttamente la grotta, ma dalla necessità di chiudere il santuario. A preoccupare sono soprattutto i rischi successivi all'incendio.
«Gli alberi bruciati cadranno, così come i massi. Già durante il sopralluogo di questa mattina ho visto cadere sassi e rami. È una questione di precauzione, innanzitutto per i fedeli, ma anche per le responsabilità civili e penali che mi competono».
Praia, città ferita
Il rettore guarda con dolore al paesaggio devastato dalle fiamme. «Praia è ferita. Pensare al Monte Vingiolo significa pensare immediatamente alla Grotta. È una parte della nostra identità che è stata colpita, ma continuiamo a camminare».
Il Comune, nel frattempo, ha rivolto un sentito ringraziamento ai Comuni limitrofi, alle istituzioni e ai cittadini che hanno manifestato solidarietà alla popolazione praiese, esprimendo l'auspicio che, con il lavoro delle autorità competenti, il territorio possa tornare presto alla normalità e che il Santuario della Madonna della Grotta possa riaprire al più presto le proprie porte, tornando a essere un luogo di fede, speranza e appartenenza per l'intera comunità.