Incidente mortale a Cosenza, appello inammissibile: confermata l’assoluzione dopo dieci anni di processo
La Corte d’Appello di Catanzaro chiude il procedimento a carico di Salvatore Calabrese, difeso dagli avvocati Quintieri e Occhiuto
La Corte d’Appello di Catanzaro ha dichiarato l’inammissibilità dell’appello proposto dal pubblico ministero e dalle parti civili contro la sentenza di assoluzione emessa dal giudice monocratico di Cosenza nei confronti di Salvatore Calabrese, imputato per i reati di omicidio colposo e lesioni colpose.
La decisione della Terza sezione della Corte d’Appello chiude una vicenda giudiziaria nata da un incidente stradale avvenuto nel dicembre 2015, nel quale perse la vita Osvaldo Domenico Polillo. Calabrese, difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Natale Occhiuto, era già stato assolto in primo grado il 26 settembre 2022.
L’incidente e la prima assoluzione
Il procedimento riguardava una collisione tra vetture, una delle quali condotta da Calabrese. Secondo l’impostazione iniziale dell’accusa, l’imputato avrebbe avuto responsabilità nella dinamica del sinistro che provocò il decesso di Polillo.
Nel corso del dibattimento di primo grado, però, la ricostruzione dei fatti ha assunto una direzione diversa. Dalla consulenza tecnica nominata dalla difesa sarebbe emerso che la manovra effettuata da Calabrese, poi sfociata nella collisione, sarebbe stata determinata da un gesto improvviso della persona poi deceduta.
Secondo quanto ricostruito nel processo, Polillo avrebbe tolto le chiavi dal quadro dell’autovettura guidata dall’imputato, costringendolo a una manovra improvvisa per evitare il capottamento del mezzo.
Le testimonianze e la ricostruzione difensiva
La ricostruzione proposta dalla difesa è stata confermata da due testimoni oculari, presenti anche loro nell’autovettura condotta da Calabrese.
Sulla base di questi elementi, il giudice monocratico di Cosenza aveva pronunciato sentenza di assoluzione nei confronti dell’imputato, ritenendo non provata la responsabilità penale contestata.
Contro quella decisione avevano proposto appello sia la Procura della Repubblica di Cosenza sia il difensore delle parti civili costituite.
La rinnovazione dell’istruttoria in Appello
Nel giudizio di secondo grado, i giudici della Corte d’Appello di Catanzaro hanno disposto una parziale rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale.
È stato ascoltato uno dei testimoni già sentiti in primo grado, il quale ha confermato quanto riferito nel precedente giudizio. La Corte ha inoltre disposto una nuova consulenza tecnica per approfondire la dinamica del sinistro.
Anche la nuova consulenza, secondo quanto emerso, ha finito per ricalcare le conclusioni già formulate dal consulente della difesa nel processo di primo grado.
La rinuncia del Procuratore generale e l’inammissibilità
Alla luce delle nuove risultanze istruttorie, il Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro ha rinunciato all’appello proposto dalla Procura.
Questa rinuncia ha determinato l’inammissibilità dei motivi proposti dalle parti civili, che a quel punto potevano essere valutati solo con riferimento alle statuizioni civili.
La Corte d’Appello ha quindi confermato la pronuncia assolutoria nei confronti di Salvatore Calabrese, ponendo fine a un procedimento durato anni e nato da un tragico sinistro stradale.