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24/07/2026 ore 08.42
Cronaca

Infiltrazioni mafiose nel settore boschivo, assolto Barberio per non aver commesso il fatto

L’azienda boschiva della famiglia Barberio ha sede a San Giovanni in Fiore. La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Crotone

di Redazione

Si chiude con un’assoluzione piena la posizione di Antonio Barberio nel maxiprocesso celebrato davanti al Tribunale di Crotone, uno dei più articolati procedimenti degli ultimi anni in materia di criminalità economica e presunte infiltrazioni mafiose nel settore boschivo. Il collegio della Sezione Penale del Tribunale di Crotone, presieduto dal giudice Edoardo D’Ambrosio, ha assolto Barberio dal reato contestato al capo 6 dell’imputazione per non aver commesso il fatto, ai sensi dell’articolo 530 del Codice di procedura penale.

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, aveva ipotizzato l’esistenza di un sistema illecito nel comparto boschivo del Crotonese, con contestazioni che, a vario titolo, riguardavano presunti reati ambientali, falsità documentali, irregolarità negli appalti e nelle autorizzazioni, oltre a condotte aggravate dal metodo mafioso. Antonio Barberio era stato coinvolto nell’indagine con riferimento al capo 6 dell’imputazione, ma il lungo dibattimento ha portato il Tribunale a escludere ogni sua responsabilità, pronunciando nei suoi confronti la formula assolutoria più ampia: non ha commesso il fatto.

L’assoluzione assume un particolare rilievo anche sotto il profilo umano e imprenditoriale. L’azienda boschiva della famiglia Barberio, con sede a San Giovanni in Fiore, rappresenta infatti una realtà storica del settore forestale calabrese. Da generazioni opera nel comparto del legname ed è conosciuta e apprezzata per la professionalità, la correttezza nei rapporti con le istituzioni e gli operatori economici e per il forte radicamento nel territorio silano. Una tradizione imprenditoriale costruita nel tempo, che la sentenza contribuisce oggi a tutelare sotto il profilo dell’onorabilità del suo titolare.

La decisione del Tribunale si inserisce nell’ambito di un procedimento che ha interessato decine di imputati. Il dispositivo contiene infatti numerose assoluzioni, alcune condanne e diverse dichiarazioni di prescrizione per altri capi d’imputazione. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni dalla lettura del dispositivo, avvenuta nell’udienza del 23 luglio 2026.