Sezioni
30/05/2025 ore 08.30
Cronaca

Intimidazioni e non solo: il controllo della ‘ndrangheta in Calabria tra minacce, violenza e affari

Nel 2024 l’escalation degli atti intimidatori conferma la pericolosità delle cosche: tra incendi, spari e lettere minatorie, il potere si afferma anche nei dettagli
di Antonio Alizzi

La ‘ndrangheta continua a rappresentare una delle organizzazioni mafiose più potenti a livello globale, ma le sue radici rimangono saldamente ancorate alla provincia di Reggio Calabria. Lo scrive la Dia nella relazione del 1° e 2° semestre 2024.

È da qui, secondo quanto rilevato dagli inquirenti, che deriverebbe «il beneplacito alla conclusione di affari e alla stipula di nuove alleanze», anche fuori dai confini regionali. Un potere che si manifesta attraverso codici condivisi, simboli e tradizioni che «cementificano il senso di appartenenza», rendendo le cosche impermeabili a condizionamenti esterni.

L’espansione delle attività criminali della ‘ndrangheta si muove da una regia che resta collegata al territorio d’origine, pure quando i centri decisionali si spostano altrove. E non manca il ricorso alla violenza per riaffermare autorità e controllo, soprattutto «nei territori di origine, ove nel corso del 2024 si è registrato un numero rilevante di atti intimidatori».

Focus sulla ‘ndrangheta: la mappa degli atti intimidatori nel 2024

Gennaio

Febbraio

Aprile

Maggio

Giugno

Luglio

Agosto

Settembre

Ottobre

Novembre