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24/06/2026 ore 13.52
Cronaca

Longobucco, il fuoco davanti al cancello della consigliera Grillo. L'ombra delle intimidazioni sui piccoli comuni

Nella notte tra lunedì e martedì, ignoti avrebbero tentato di appiccare il fuoco nei pressi dell'azienda agricola e zootecnica della consigliera Lara Grillo, in località Manco

di Matteo Lauria

Non è soltanto una manciata di bottiglie trovate davanti a un cancello. Non è soltanto un principio d'incendio che, fortunatamente, non ha provocato danni irreparabili. È un episodio che riporta sotto i riflettori un fenomeno che continua a manifestarsi nei territori più fragili e meno raccontati della Calabria: quello delle intimidazioni nei confronti di chi ricopre ruoli pubblici.

L'ultimo episodio riguarda Lara Grillo, consigliera comunale di opposizione del Comune di Longobucco. Nella notte tra lunedì e martedì, ignoti avrebbero tentato di appiccare il fuoco nei pressi dell'azienda agricola e zootecnica di sua proprietà, in località Manco.

Ad accorgersi di quanto accaduto è stato il marito della consigliera. Davanti all'ingresso dell'azienda e nell'area circostante sono state rinvenute alcune bottiglie contenenti liquido infiammabile, mentre parte della vegetazione risultava già interessata dalle fiamme.

Solo una serie di circostanze favorevoli ha evitato conseguenze più gravi. L'incendio è rimasto circoscritto e non ha raggiunto le migliaia di rotoballe di fieno custodite nell'azienda né le strutture che ospitano decine di capi di bestiame. Se il fuoco si fosse propagato, il bilancio sarebbe potuto essere ben diverso.

Adesso saranno le indagini a chiarire cosa sia realmente accaduto e soprattutto quale fosse l'obiettivo degli autori del gesto. Un semplice avvertimento? Un'intimidazione? Un episodio legato all'attività politica della consigliera o a dinamiche di altra natura? Domande alle quali dovranno rispondere gli accertamenti avviati dai Carabinieri dopo la denuncia formalizzata dalla stessa Grillo.

La consigliera, che da circa quindici anni siede tra i banchi dell'opposizione consiliare, ha scelto di reagire senza arretrare di un passo. Adesso la parola passa agli investigatori. Ma il messaggio lanciato dalla consigliera appare già chiaro: la paura non può diventare uno strumento di governo dei territori.