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28/10/2026 ore 11.17
Cronaca

Lucisano, il presunto patto con Mingrone: sostegno elettorale in cambio di un’assunzione

Il capo 8 dell’ordinanza firmata dal gip Fabiana Giacchetti ricostruisce l’accordo contestato dalla Dda di Catanzaro al consigliere comunale di Forza Italia (attualmente nella struttura della consigliere regionale Rosaria Succurro): dalla promessa di lavoro all’Ecoross al contratto in una ditta edile

di Antonio Alizzi

La promessa di un posto di lavoro in cambio del sostegno elettorale, la ricerca dei consensi durante la campagna e, dopo il voto, le sollecitazioni per ottenere l’impiego. Fino all’assunzione a tempo indeterminato in un’impresa edile, registrata il 2 ottobre 2024. È il percorso ricostruito nel capo 8 dell’ordinanza cautelare del blitz antimafia nella Sibaritide, che vede indagati il consigliere comunale di Corigliano Rossano Pietro Lucisano e Antonio Mingrone per scambio elettorale politico-mafioso, così come ipotizzato dai pubblici ministeri antimafia Alessandro Riello e Stefania Paparazzo della Dda di Catanzaro.

Secondo la ricostruzione accolta dal gip Fabiana Giacchetti, Lucisano avrebbe accettato la promessa di Mingrone, indicato nel provvedimento come affiliato alla ’ndrangheta, di procurargli voti alle amministrative del giugno 2024. In cambio avrebbe promesso di interessarsi alla sua assunzione presso Ecoross. L’impiego sarebbe poi arrivato in un’altra azienda, la Edil Fiorentino srls: un esito che il giudice collega all’esecuzione del presunto accordo. La contestazione comprende l’aggravante legata all’effettiva elezione di Lucisano in Consiglio comunale.

I primi riferimenti risalgono al 18 aprile 2024. Parlando con Annibale Matalone, Mingrone manifesta l’intenzione di consegnare i propri documenti a Lucisano per ottenere un lavoro, anche soltanto per la stagione estiva. La richiesta è di muoversi subito, senza rinviare a un momento successivo.

Il 6 maggio viene documentato un appuntamento in un bar di Rossano. Dopo l’incontro, Mingrone racconta a Matalone di aver chiesto a Lucisano almeno due mesi di lavoro estivo presso Ecoross e mette esplicitamente in relazione la disponibilità del candidato a incontrarlo con l’interesse a ottenere il suo voto.

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Nella stessa giornata Mingrone partecipa anche al pranzo durante il quale si discute del sostegno a Flavio Stasi, vicenda al centro del capo 7. Il suo percorso elettorale, secondo l’ordinanza, prende però una direzione diversa: si impegna per Lucisano e per la coalizione che sostiene la candidata sindaca Pasqualina Straface.

Il passaggio centrale viene individuato nel colloquio del 20 maggio nella sede elettorale di Lucisano. Il candidato chiede una mano per la campagna e la disponibilità di alcuni ragazzi che, durante lo scrutinio, raccolgano i dati delle sezioni. Mingrone assicura il proprio impegno e la possibilità di indicare i consensi sezione per sezione.

Nel corso dell’incontro, secondo la ricostruzione del provvedimento, Lucisano gli consegna una somma di denaro non quantificata, accompagnando il gesto con l’invito a offrire qualche caffè per la campagna elettorale. Il successivo riferimento a ciò che sarebbe avvenuto dopo il voto viene interpretato dal gip come richiamo all’impegno lavorativo assunto.

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Le intercettazioni successive documentano l’attività di Mingrone per raccogliere consensi. Un episodio, in particolare, viene valorizzato per le modalità intimidatorie. Il 7 giugno, consegnando a un intermediario un volantino che gli investigatori riconducono a Lucisano, Mingrone chiede di conoscere la sezione di un elettore e accompagna l’indicazione di voto con una minaccia: «Altrimenti a questo lo picchio».

Nella stessa giornata invita a sostenere Straface anche durante una conversazione in un salone di parrucchiere. Il 10 giugno partecipa alle operazioni di scrutinio come rappresentante di lista ed è inserito in un gruppo WhatsApp creato da Lucisano per raccogliere gli aggiornamenti sui risultati. Parlando con un interlocutore, rivendica inoltre di aver procurato consensi al candidato tra Rossano e Corigliano.

Dopo l’elezione di Lucisano tra i consiglieri di minoranza, l’attenzione si sposta sul lavoro. Il 13 giugno Mingrone riferisce di dover raggiungere il suo ufficio per firmare un documento. Quella sera gli inoltra un annuncio relativo alla ricerca di trenta operatori ecologici da parte di Ecoross.

Tra agosto e settembre le richieste si fanno insistenti. Mingrone lamenta la precarietà della propria situazione e chiede un incontro. Il 16 settembre Lucisano si informa su eventuali carichi pendenti e condanne, ricevendo rassicurazioni dall’interlocutore, e si impegna a verificare le opportunità disponibili e a seguire una possibile domanda.

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Il 24 settembre Mingrone raggiunge un’agenzia per il lavoro su indicazione di Massimo Fiorentino e compila documentazione relativa all’assunzione. Il gip ritiene che sia stato Lucisano a interessarsi presso Fiorentino, desumendolo dalla successione degli eventi e dall’assenza di precedenti contatti registrati tra quest’ultimo e Mingrone. Il collegamento viene quindi ricostruito in via indiziaria, mentre l’assunzione trova riscontro nei dati del Centro per l’impiego: dal 2 ottobre 2024 Mingrone risulta assunto come manovale edile a tempo indeterminato dalla Edil Fiorentino srls di Lorena Fiorentino.

Pochi giorni dopo racconta di aver rifiutato una proposta trimestrale di Ecoross e di aver ottenuto il contratto stabile che cercava. Per il giudice, il quadro complessivo sostiene l’ipotesi dello scambio tra sostegno elettorale e promessa di lavoro, successivamente concretizzata. Una valutazione cautelare sulla quale dovrà svilupparsi il confronto processuale tra accusa e difesa.

Chi è Pietro Lucisano

Esponente di Forza Italia della Sibaritide, Lucisano è stato consigliere provinciale e, nel 2015, assessore provinciale con deleghe ai Lavori pubblici, all’Edilizia scolastica e agli Impianti sportivi. Il suo percorso comprende diversi incarichi nelle strutture politiche regionali: dal 2014 al 2020 è stato capo struttura del presidente della commissione Vigilanza, allora guidata da Ennio Morrone, e ha lavorato nella struttura di Giovanni Arruzzolo durante la presidenza del Consiglio regionale.

Attualmente è nella struttura della consigliera regionale di Forza Italia Rosaria Succurro. Nel 2018 si è candidato alle elezioni politiche nel proporzionale Calabria Nord con la lista Noi con l’Italia-Udc.