Maxi sequestro di marijuana a Bonifati: le Fiamme Gialle distruggono una coltivazione da 500mila euro | VIDEO
I militari della Tenenza di Cetraro individuano 200 fusti di canapa indiana nell'area boschiva. Bruciate 180 piante su disposizione della Procura di Paola
Un'articolata operazione di controllo del territorio, condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, ha portato alla scoperta e al successivo sequestro di una vasta piantagione illecita nel territorio comunale di Bonifati. L'intervento rientra nell'ambito delle attività permanenti volte alla prevenzione e al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti lungo la fascia tirrenica della provincia cosentina.
La presenza della coltivazione è stata inizialmente individuata dall'alto grazie ai sorvoli di ricognizione effettuati dalla Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, reparto dipendente dal Reparto Operativo Aeronavale (ROAN) di Vibo Valentia. La segnalazione dei mezzi aerei ha consentito ai militari a terra di circoscrivere l'area e pianificare l'ingresso nella zona.
La localizzazione e la struttura della piantagione di Marijuana a Bonifati
Il sito scelto per la coltivazione della marijuana si trovava immerso nella fitta vegetazione di una zona boschiva particolarmente impervia e isolata dell'entroterra di Bonifati. Le caratteristiche morfologiche del terreno, unitamente alla vegetazione spontanea, offrivano un riparo naturale efficace contro eventuali avvistamenti casuali da terra, rendendo l'area idonea a ospitare la struttura illecita.
Durante le fasi del sopralluogo, eseguito sul campo dai finanzieri della Tenenza di Cetraro, è emersa un'organizzazione dettagliata del sito produttivo. La piantagione era articolata su numerosi filari paralleli, collegati e serviti da un impianto d'irrigazione canalizzato. Tale infrastruttura garantiva l'approvvigionamento idrico costante necessario allo sviluppo delle piante, a dimostrazione di una pianificazione mirata a garantire continuità produttiva nel tempo e la successiva immissione della sostanza nel circuito dello spaccio.
Nel complesso, le Fiamme Gialle hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro 200 piante di marijuana. Gli esemplari presentavano uno stadio vegetativo differenziato, con un'altezza variabile da un minimo di 30 centimetri fino a un massimo di circa 1,5 metri. Questa difformità nelle dimensioni e nella maturazione attesta l'adozione di una tecnica di semina e coltura scalare, strutturata per assicurare raccolti periodici e differenziati nel tempo.
Su disposizione dell'autorità giudiziaria competente, le operazioni sul posto sono proseguite con le procedure di bonifica dell'area. I finanzieri della Tenenza di Cetraro hanno proceduto alla distruzione diretta sul campo di 180 piante di cannabis, mentre 20 esemplari sono stati prelevati e campionati per essere sottoposti alle successive analisi chimico-tossicologiche di laboratorio, utili a determinare la quantità di principio attivo presente.
Le indagini e la stima del valore economico
L'intera attività d'iniziativa si è svolta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Paola, guidata dal Procuratore Capo Dott. Domenico Fiordalisi. A conclusione delle operazioni di sequestro e bonifica, i militari hanno inoltrato una notizia di reato a carico di ignoti alla Magistratura paolana per la violazione dell'articolo 73 del D.P.R. n. 309/1990, norma che disciplina i reati legati alla produzione, al traffico e alla detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope.
Secondo le stime effettuate dagli investigatori, la sostanza stupefacente ricavabile dalle 200 piante di marijuana, una volta lavorata ed essiccata, sarebbe stata destinata al mercato illegale dello spaccio. La vendita al dettaglio avrebbe garantito alla criminalità organizzata un profitto illecito stimato in oltre 500 mila euro.
L'operazione condotta a Bonifati si inserisce nel più ampio quadro dei controlli economici del territorio svolti dalla Guardia di Finanza di Cosenza, volti a neutralizzare i canali di approvvigionamento della droga e a contrastare i proventi finanziari destinati al sostentamento dei gruppi criminali operanti nella regione. A margine il video dell’operazione.