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09/10/2026 ore 10.40
Cronaca

Medico cubano del Pronto Soccorso di Cosenza rinviato a giudizio per omicidio colposo

Secondo l’impianto accusatorio, il professionista caraibico avrebbe somministrato un antibiotico al quale, così come riportato nella scheda del triage, il paziente era allergico: da qui la reazione anafilattica e il conseguente arresto cardiorespioratorio 

di Emilia Canonaco

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cosenza, Claudia Pingitore, all’esito dell’udienza preliminare, accogliendo la richiesta formulata dal Pubblico Ministero Marco Mattia, ha disposto il rinvio a giudizio di un medico cubano del Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, difeso dall’Avv. Maurizio Dioguardi del Foro di Roma. Il processo, nel quale il sanitario dovrà rispondere dell’ipotesi di omicidio colposo nell’esercizio della professione sanitaria, avrà inizio il prossimo 10 dicembre 2026 dinanzi al Giudice Monocratico del Tribunale di Cosenza, Carmen Ciarcia.

La vicenda riguarda il decesso di Gianfranco Pascariello, 63 anni, operatore della Polizia Locale del Comune di Acquappesa, avvenuto il 14 dicembre 2024, dopo il ricovero presso l’Azienda Ospedaliera di Cosenza. Il paziente era giunto presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Spoke di Cetraro, ove, secondo quanto emerso dagli accertamenti svolti, era stato preso in carico dal personale sanitario con modalità diligenti e appropriate. L’unica criticità assistenziale evidenziata ha riguardato il trasferimento a mezzo di ambulanza non medicalizzata, rispetto al quale sarebbe stata prudente, considerate le condizioni cliniche del paziente, la presenza di un medico a bordo. In ogni caso, durante il trasferimento da Cetraro al capoluogo bruzio, non si verificarono aggravamenti delle sue condizioni.

Secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica di Cosenza, elaborata anche sulla base delle consulenze medico-legali dei dottori Berardo Silvio Cavalcanti, Guglielmo Cordasco e Vannio Vercillo, il paziente, giunto presso il Pronto Soccorso dell'Annunziata per una condizione di dispnea con parametri vitali nella norma, sarebbe stato sottoposto a terapia antibiotica con Fidato, avente quale principio attivo il ceftriaxone, senza che fosse stata previamente consultata la scheda di triage, nella quale risultava espressamente annotata un’allergia al farmaco Rocefin.

La somministrazione per via endovenosa di una fiala da due grammi in 100 ml di soluzione avrebbe determinato, secondo l’ipotesi accusatoria, una grave reazione anafilattica, con conseguente arresto cardiorespiratorio e successivo decesso del paziente. Le conclusioni dei consulenti tecnici nominati dalla Procura, sono state condivise anche dal medico legale Mirko Massimilla, consulente tecnico di parte dei familiari della persona deceduta, sia con riferimento alle cause e ai mezzi che avrebbero determinato la morte, sia con riguardo ai profili di responsabilità professionale e al rapporto di causalità.

Dalla documentazione clinica esaminata dagli specialisti emergerebbe, in particolare, che prima della somministrazione dell’antibiotico il paziente presentava uno spazio respiratorio otorinolaringoiatrico conservato. Successivamente alla somministrazione del farmaco si sarebbe verificata la reazione anafilattica, seguita dal collasso cardiorespiratorio.

Il farmaco sarebbe stato somministrato per via endovenosa alle ore 19:00 e, circa dieci minuti più tardi, alle 19:10, il paziente avrebbe manifestato un arresto cardiorespiratorio con perdita di coscienza e caduta a terra. Nonostante le manovre rianimatorie protrattesi per circa trenta minuti e la somministrazione di adrenalina, alle ore 19:40 ne veniva constatato il decesso.

Nel corso delle operazioni di soccorso veniva eseguita anche la manovra di Heimlich, risultata inefficace secondo la ricostruzione medico-legale, in quanto l’ostruzione delle vie aeree sarebbe stata determinata dall’edema laringeo conseguente alla reazione anafilattica e non dalla presenza di un corpo estraneo.

Nel corso dell’udienza preliminare si sono costituite parti civili i familiari della persona deceduta, assistiti e difesi dagli Avvocati Emilio Enzo Quintieri e Simona Socievole che hanno già anticipato la richiesta di voler citare come responsabile civile anche l’Azienda Ospedaliera di Cosenza perché risponda delle condotte illecite del proprio dipendente.

Si sono inoltre costituite parti civili: le Associazioni Codici – Centro per i Diritti del Cittadino con l’Avvocato Pierfrancesco Fazzolari; Codici Calabria – Centro per i Diritti del Cittadino con l’Avvocato Alessia Cellini e Codici Salute con l’Avvocato Ivano Giacomelli. Il dibattimento consentirà ora di sottoporre al pieno contraddittorio delle parti le risultanze dell’attività investigativa, le consulenze medico-legali e la documentazione sanitaria, affinché siano accertate in sede processuale le eventuali responsabilità connesse al decesso di Gianfranco Pascariello.