Mistero nella caserma dei carabinieri di Cassano all’Jonio, Giuseppe Passarelli si tolse realmente la vita?
Il giovane militare fu trovato in una pozza di sangue da alcuni colleghi il 24 marzo del 1997. La Procura di Cosenza archiviò il caso come suicidio, ma i familiari non hanno mai smesso di cercare la verità
Potrebbero essere riaperte le indagini sulla morte di Giuseppe Passarelli, il carabiniere 21enne deceduto il 24 marzo 1997 nella caserma di Cassano all'Jonio. Il caso ufficialmente venne archiviato come suicidio. Un'ipotesi alla quale i familiari del giovane, originario di Policoro, non hanno mai creduto.
Della vicenda scrive oggi il quotidiano La Repubblica. Il carabiniere si era trasferito nella caserma di Cassano all'Jonio di recente. Il giorno della tragedia, subito dopo aver pranzato, era rientrato per il turno pomeridiano. Dopo poco, si avvertì un rumore secco arrivare dall'archivio della caserma, dove i colleghi trovarono Giuseppe Passarelli ferito e in un lago di sangue. Morì in ospedale a Cosenza, dove era stato trasferito dall'ospedale di Castrovillari.
La Procura di Cosenza stabilì che il militare si fosse sparato un colpo alla nuca utilizzando la pistola di ordinanza. Come dicevamo, i familiari non hanno mai creduto all'ipotesi del suicidio, e in tutti questi anni hanno continuato a cercare la verità. Tra gli elementi che lascerebbero propendere per una dinamica diversa, il terriccio ritrovato sulla sua divisa, evidenti segni di trascinamento del corpo, l'assenza di impronte digitali e di residui di sparo sulla pistola d'ordinanza.
Accanto ai familiari, anche Libera Basilicata, che in una nota scrive: «Chiediamo la riapertura immediata delle indagini, questa volta condotte con serietà, senza omissioni né scorciatoie. Non si può continuare a liquidare la vita di un ragazzo con un colpo alla nuca come suicidio, ignorando l'evidenza dei fatti e il dolore dei suoi cari.
La memoria di Giuseppe non può essere cancellata e la sua storia non può restare sepolta nell’oblio dei fascicoli archiviati. Rinnoviamo il nostro impegno accanto alla famiglia, alle istituzioni locali che chiedono verità e a tutte le associazioni civiche che credono nella legalità e nella trasparenza. La comunità lucana merita risposte, e Giuseppe Passarelli merita giustizia». Vedremo adesso come deciderà di muoversi la Procura di Cosenza.