Mongrassano, sequestrata la pala eolica dove è morto il giovane Michele Rago
Eseguita l’autopsia sul corpo dell’operaio di 26 anni. La Procura indaga sulla dinamica dell’incidente e sulle condizioni di sicurezza
La Procura di Cosenza ha posto sotto sequestro la pala eolica dell’impianto “Aria del Vento” di Mongrassano nella quale ha perso la vita Michele Rago, operaio manutentore di 26 anni originario della Basilicata. Il provvedimento è finalizzato all’esecuzione degli accertamenti tecnici necessari a ricostruire la dinamica dell’incidente e a verificare le cause della morte. Gli altri aerogeneratori del parco eolico restano in funzione.
Nelle scorse ore, a Cosenza, è stata eseguita l’autopsia sul corpo del giovane. Gli esiti dell’esame non sono stati ancora resi noti e saranno acquisiti nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Marco Mattia.
Mongrassano, Rifondazione denuncia: «A ventidue anni non si può morire sul lavoro»L’incidente si è verificato intorno alle 10.30 durante un intervento di manutenzione. Secondo le prime informazioni raccolte, Rago stava lavorando all’interno della struttura dell’aerogeneratore, a un’altezza di circa 60-70 metri, quando sarebbe rimasto incastrato nel sistema degli ingranaggi.
Con la vittima si trovava un altro operaio, rimasto profondamente scosso dall’accaduto. L’uomo avrebbe riferito con difficoltà gli ultimi istanti di vita del collega. Non è stato chiarito se abbia riportato lesioni.
Le operazioni di recupero della salma sono state eseguite dai vigili del fuoco con l’impiego di personale specializzato. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di San Marco Argentano. Gli accertamenti dovranno stabilire le modalità dell’infortunio mortale, il rispetto delle procedure di sicurezza e la sussistenza di eventuali responsabilità.
Sulla tragedia è intervenuta la Fillea Cgil Calabria. Il segretario Simone Celebre ha espresso cordoglio e vicinanza ai familiari, agli amici e ai colleghi di Rago, chiedendo che venga fatta piena luce sull’accaduto. «Non si può morire così, non si può spezzare una giovane vita mentre si svolge il proprio lavoro», ha dichiarato Celebre, concludendo: «Basta stragi sul lavoro».