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04/08/2026 ore 16.57
Cronaca

Morano Calabro, 56enne arrestato in flagranza per incendio boschivo dai Carabinieri Forestali. Roberto Occhiuto: «Piromani nemici della Calabria»

Le immagini acquisite con un aeromobile mostrerebbero un uomo appiccare il fuoco lungo la strada. L’indagato non è stato ancora sentito dal giudice

di Emilia Canonaco

Un’automobile che si ferma lungo la strada, un uomo che si avvicina alla vegetazione e le fiamme che iniziano a propagarsi. È la sequenza che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stata documentata dalle immagini acquisite durante il monitoraggio del territorio di Morano Calabro.

I Carabinieri Forestali hanno arrestato in flagranza un uomo di 56 anni, residente nella zona, in relazione all’ipotesi di incendio boschivo. L’episodio contestato riguarda un rogo divampato in località Vado, fuori dal perimetro del Parco nazionale del Pollino.

L’area interessata è caratterizzata da macchia mediterranea e colture agricole e si trova vicino a un bosco di conifere ad alto fusto e specie quercine.

Le immagini acquisite dall’aeromobile

I rilievi condotti sul territorio, anche attraverso l’impiego di un aeromobile, avrebbero permesso agli investigatori di ricostruire le fasi iniziali dell’incendio.

Secondo quanto riferito dagli inquirenti, le immagini mostrerebbero un’utilitaria accostarsi al ciglio della strada. Subito dopo, un uomo sarebbe sceso dal veicolo e avrebbe appiccato il fuoco alla vegetazione, allontanandosi rapidamente.

Il cinquantaseienne, già sottoposto a uno specifico servizio di osservazione e pedinamento, è stato bloccato dai militari nell’immediatezza del fatto.

L’intervento delle squadre antincendio

La propagazione delle fiamme è stata contenuta grazie all’intervento delle squadre antincendio della Regione Calabria e del Parco nazionale del Pollino.

La zona era stata interessata già nei giorni precedenti da un incendio di vaste proporzioni. L’arresto del cinquantaseienne riguarda, allo stato, il singolo episodio contestato in località Vado: eventuali collegamenti con altri incendi dovranno essere accertati attraverso le indagini.

Le attività investigative si erano intensificate nelle ultime settimane dopo la successione di diversi roghi nell’area, alcuni dei quali avevano interessato anche il territorio protetto del Parco del Pollino.

Il trasferimento nel carcere di Castrovillari

Dopo le formalità disposte dall’autorità giudiziaria, l’uomo è stato condotto nella casa circondariale di Castrovillari.

L’attività è stata eseguita dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Castrovillari e dei Nuclei Parco di Morano Calabro e Mormanno. Le indagini sono dirette dal Gruppo Carabinieri Forestale di Cosenza e coordinate dalla Procura della Repubblica di Castrovillari.

Il procuratore Alessandro D’Alessio ha seguito personalmente il coordinamento degli accertamenti svolti durante le settimane segnate dagli incendi nel territorio.

L’indagato non è stato ancora sentito dal giudice

Il cinquantaseienne non è stato ancora interrogato dal giudice. In quella sede potrà fornire la propria versione dei fatti e contestare gli elementi raccolti dagli investigatori.

L’arresto e le risultanze investigative non costituiscono un accertamento definitivo di responsabilità. Il procedimento si trova nella fase iniziale e le contestazioni dovranno essere verificate davanti all’autorità giudiziaria, nel contraddittorio con la difesa.

L’indagato deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza irrevocabile di condanna.

Occhiuto: «Chi incendia la Calabria è un nemico»

Sull’operazione è intervenuto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che ha espresso apprezzamento per il lavoro degli investigatori.

«I miei complimenti ai Carabinieri Forestali per l’operazione che ha portato all’arresto del presunto piromane del Pollino», ha dichiarato Occhiuto. «Chi incendia la nostra terra è un nemico della Calabria».