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16/04/2026 ore 16.15
Cronaca

Morte di Andrea De Bartolo, assolti in appello i tre imputati

La Corte d’appello di Catanzaro ribalta la sentenza di primo grado e assolve con formula piena presidente, allenatore e dirigente della squadra “Via Popilia c’è”

di Redazione

La Corte d’appello di Catanzaro ha ribaltato la sentenza di primo grado emessa a Cosenza nel procedimento nato dopo la morte di Andrea De Bartolo, il giovane calciatore deceduto nel febbraio del 2018 durante una partita di calcio a 5 disputata ad Acri. I giudici di secondo grado hanno assolto Antonio Cipparrone, Giovanni Cipparrone e Michelino Citrigno – indicati come presidente, allenatore e dirigente della squadra “Via Popilia c’è”, nella quale giocava la vittima – con la formula «perché il fatto non sussiste». I tre erano accusati di omicidio colposo.

Secondo quanto viene riferito, la Corte ha condiviso la linea difensiva sostenendo che la causa del decesso non sarebbe riconducibile alla partita, anche perché – sempre secondo la tesi accolta in appello – De Bartolo avrebbe giocato per pochi minuti. I tre imputati sono stati assistiti dagli avvocati Gaetano Maria Bernaudo e Paolo Guadagnuolo.

A commento della decisione, i legali hanno diffuso una nota: «La decisione della Corte d’Appello restituisce dignità a tre persone che, colpite dalla perdita improvvisa di un amico fraterno, sono state travolte dall'accusa di essere responsabili di un evento che sin dall’inizio è apparso come una tragica fatalità. È una sentenza che afferma finalmente la verità che troppo a lungo è rimasta inascoltata, e ha il sapore di una liberazione per chi ha resistito in silenzio fino a questo momento».

La vicenda processuale trae origine dalla tragedia avvenuta ad Acri, durante un incontro di calcio a 5 valido per il recupero del campionato di Serie B del CSI Cosenza tra New Academy SG e Via Popilia C’è. Alla fine del primo tempo, Andrea De Bartolo, giocatore della formazione cosentina, si era accasciato mentre era in panchina per un improvviso malore. I soccorsi erano scattati immediatamente: il giovane era stato rianimato per circa 50 minuti, anche con l’ausilio del defibrillatore, ma per lui non c’era stato nulla da fare.