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03/04/2026 ore 15.49
Cronaca

Cosenza, muore una donna all’ospedale Annunziata: indaga la Procura

Fascicolo aperto dopo il decesso di una signora ricoverata nel reparto di Pneumologia. Disposta l’autopsia con accertamenti tecnici irripetibili per chiarire cause e possibili responsabilità penali in ambito sanitario

di Antonio Alizzi
L'Azienda ospedaliera di Cosenza

Morte sospetta in corsia e fascicolo aperto in Procura a Cosenza. L’ufficio inquirente, coordinato dal procuratore capo Vincenzo Capomolla, indaga sul decesso di una donna originaria della Valle dell’Esaro, ricoverata nel reparto di Pneumologia dell’ospedale Annunziata, dove è morta il 26 marzo 2026. Dopo i funerali, i familiari hanno presentato formale denuncia, chiedendo di verificare eventuali responsabilità penali.

Allo stato, nel registro degli indagati risultano iscritti due infermieri. L’attività investigativa è entrata nella fase degli accertamenti tecnici irripetibili: ieri è stato eseguito l’esame autoptico, affidato ai medici legali Silvio Berardo Cavalcanti e Vannio Vercillo, con la partecipazione delle parti e dei consulenti.

I quesiti della Procura ai consulenti

Nel verbale di conferimento dell’incarico, il pubblico ministero ha chiesto ai consulenti una verifica completa, a partire dall’autopsia e dalle analisi di laboratorio. In sintesi, i medici legali dovranno ricostruire causa, mezzi ed epoca della morte, valutando la documentazione sanitaria e svolgendo accertamenti istologici e tossicologici sui campioni biologici, da conservare in quantità e modalità idonee anche per eventuali future perizie in dibattimento.

Stabilire se il decesso, sotto il profilo eziologico, possa essere riconducibile a condotte colpose del personale sanitario che ha avuto in cura la paziente, indicando – in caso positivo – quali condotte e con quali profili (ad esempio imperizia).

Qualora l’evento sia collegato a imperizia, verificare se siano state rispettate le linee guida e, in mancanza, le buone pratiche clinico-assistenziali, oltre a valutare se le linee guida applicabili fossero adeguate alle specificità del caso concreto. Il collegio ha chiesto e ottenuto 90 giorni per depositare gli esiti. Le parti civili sono rappresentate dall’avvocato Giovanni Ferrari, mentre i due indagati sono assistiti dal penalista Pasqualino Maio.