Morte di Salvatore Iaccino a Villa degli Oleandri, assolti medico e infermieri
Gli imputati erano accusati di omicidio colposo per responsabilità sanitaria in relazione alla somministrazione della terapia farmacologica e alla vigilanza sul paziente, deceduto il 17 febbraio 2025
Il gup del Tribunale di Cosenza, Claudia Pingitore, ha assolto con la formula perché il fatto non sussiste la dottoressa Bruna Scornaienchi e gli infermieri Antonio Cozzetto, Nicolò Cozzetto e Pasquale Caputo, imputati nel procedimento sulla morte di Salvatore Iaccino, conosciuto come “Uccello”, ultras del Cosenza Calcio.
La sentenza è stata emessa all’esito del giudizio abbreviato. Gli imputati erano accusati di omicidio colposo per responsabilità sanitaria in relazione alla somministrazione della terapia farmacologica e alla vigilanza sul paziente, deceduto il 17 febbraio 2025 nella casa di cura Villa degli Oleandri di Mendicino.
Secondo l’ipotesi accusatoria, Iaccino, descritto negli atti come affetto da psicosi cronica e con un precedente tentativo autolesionistico, si sarebbe tolto la vita tramite impiccagione. La Procura aveva contestato agli imputati condotte omissive che, secondo l’impostazione dell’accusa, avrebbero contribuito al verificarsi dell’evento.
Per i tre infermieri la contestazione riguardava una presunta omessa, incompleta o discontinua somministrazione della terapia farmacologica prescritta. L’arco temporale indicato andava dal 5 febbraio 2025 al 17 febbraio 2025, con esclusione del 14 febbraio, giorno in cui, secondo gli atti, la somministrazione sarebbe avvenuta regolarmente.
Alla dottoressa Scornaienchi, indicata come medico con funzioni direttive del reparto, veniva invece contestato il mancato esercizio dell’obbligo di vigilanza sulla corretta assistenza e sul percorso terapeutico del paziente. Secondo la Procura di Cosenza, il medico non avrebbe verificato la regolare somministrazione quotidiana dei farmaci, né annotato nel diario clinico eventuali opposizioni del paziente all’assunzione della terapia. Il gup, al termine della camera di consiglio, ha escluso la sussistenza del fatto contestato e ha assolto tutti gli imputati.
La dottoressa Scornaienchi, Nicolò Cozzetto e Pasquale Caputo erano difesi dall’avvocato Innocenzo Palazzo. Antonio Cozzetto era assistito dallo stesso Palazzo e dall’avvocato Carlo Monaco.
I familiari di Salvatore Iaccino si erano costituiti parte civile, rappresentati dagli avvocati Mattia Caruso, Maurizio Nucci. Cristian Cristiano e Angelo Nicotera.
Nel procedimento erano stati nominati diversi consulenti tecnici. Per la Procura hanno svolto accertamenti i dottori Cavalcanti e Vercillo. Le parti civili si sono affidate ai consulenti Fonte e Morelli, mentre la difesa ha prodotto le valutazioni del professor Ferracuti e del dottor Domenico Buccomino.
Il fascicolo era nato dopo la richiesta di rinvio a giudizio depositata il 3 dicembre 2025 e approdata davanti al gup Pingitore. La difesa ha espresso soddisfazione per la sentenza.