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23/02/2026 ore 09.33
Cronaca

Morte di Salvatore Iaccino, quattro imputati rischiano il processo: ecco le contestazioni

Fissata l’udienza preliminare per i sanitari coinvolti nel procedimento penale aperto dalla procura di Cosenza per il decesso di “Uccello”, noto ultras dei Lupi della Sila

di Antonio Alizzi

Il Tribunale di Cosenza ha fissato l’udienza preliminare nel procedimento sulla morte di Salvatore Iaccino, noto come “Uccello”, ultras del Cosenza Calcio, deceduto il 17 febbraio 2025 nella casa di cura “Villa degli Oleandri” a Mendicino.

Il decreto di fissazione è stato emesso dal Gup Claudia Pingitore. L’udienza preliminare si terrà il 26 marzo 2026, in camera di consiglio, presso il Palazzo di Giustizia di Cosenza.

La richiesta di rinvio a giudizio, depositata il 3 dicembre 2025, riguarda quattro imputati: Bruna Scornaienchi (medico con funzione direttiva del reparto) e tre infermieri, Nicolò Cozzetto, Pasquale Caputo e Antonio Cozzetto, tutti difesi dall’avvocato Innocenzo Palazzo.

Secondo l’impostazione accusatoria, ciascuno, nell’esercizio della professione sanitaria e in ragione delle proprie funzioni, non avrebbe impedito un evento che aveva l’obbligo di impedire, contribuendo – con condotte omissive – a cagionare la morte del paziente, descritto negli atti come affetto da psicosi cronica e con pregresso tentativo autolesionistico, che si sarebbe tolto la vita tramite impiccagione.

In particolare, agli infermieri viene attribuita una condotta consistente nella omessa, incompleta o discontinua somministrazione della terapia farmacologica prescritta e ritenuta necessaria per mantenere il paziente in equilibrio. La contestazione indica un arco temporale compreso tra 5 febbraio 2025 e 17 febbraio 2025, con esclusione del 14 febbraio 2025, nel quale la somministrazione sarebbe avvenuta in modo irregolare o non completo.

A carico della dottoressa Scornaienchi, in qualità di medico con funzioni direttive del reparto, viene contestato l’inadempimento dell’obbligo di vigilanza volto ad assicurare la corretta assistenza al paziente e il percorso terapeutico. In particolare, secondo l’accusa, avrebbe omesso di vigilare sulla corretta somministrazione quotidiana dei farmaci, non avrebbe censurato le irregolarità, né adottato condotte alternative, e non avrebbe registrato nel diario clinico eventuali opposizioni del paziente all’assunzione della terapia.

Le parti civili sono rappresentate dagli avvocati Maurizio Nucci, Mattia Caruso, Cristian Cristiano e Angelo Nicotera.