Muore incastrato nei motori: tragedia sul lavoro nel parco eolico di Mongrassano
Il giovane era impegnato in un intervento di manutenzione su un aerogeneratore quando è rimasto incastrato nel sistema dei motori a circa 60-70 metri d'altezza. Indaga la Procura di Cosenza. Un secondo lavoratore è sotto shock
È di un morto il bilancio del grave incidente sul lavoro avvenuto intorno alle 10.30 di oggi nel parco eolico “Aria del Vento”, nel territorio di Mongrassano. La vittima è un operaio di 23 anni, impegnato in un intervento di manutenzione su un aerogeneratore.
Secondo le prime informazioni, il giovane stava lavorando a un’altezza di circa 60-70 metri quando, per cause ancora in corso di accertamento, è rimasto incastrato nel sistema dei motori della struttura, perdendo la vita.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno impiegato una squadra specializzata per il recupero della salma. Presenti anche i carabinieri della Compagnia di San Marco Argentano e il pubblico ministero di turno della Procura di Cosenza, Marco Mattia, che coordina gli accertamenti finalizzati a ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e ad accertare eventuali responsabilità.
Nell’incidente è rimasto coinvolto anche un secondo operaio, che si trovava all’interno della struttura in cui sono installati gli ingranaggi dell’aerogeneratore. L’uomo sarebbe in forte stato di shock; al momento non è stato chiarito se abbia riportato lesioni. Le indagini dovranno stabilire le cause dell’infortunio mortale, le modalità con cui si è verificato l’incidente e il rispetto delle procedure di sicurezza previste durante le attività di manutenzione dell’impianto.
Sulla tragedia è intervenuta la Fillea Cgil Calabria. Il segretario Simone Celebre ha espresso cordoglio per la morte del giovane lavoratore e vicinanza ai suoi familiari, agli amici e ai colleghi.
«È appena arrivata la tragica notizia di un infortunio mortale sul lavoro a Mongrassano. Una nuova, dolorosa tragedia che colpisce il mondo del lavoro e lascia sgomenti. Non si può morire così, non si può spezzare una giovane vita mentre si svolge il proprio lavoro», ha dichiarato il segretario del sindacato.
La Fillea Cgil ha inoltre chiesto che venga fatta piena luce sull’accaduto. «In attesa di conoscere l’esatta dinamica dell’incidente, il nostro pensiero va ai familiari del giovane. Basta stragi sul lavoro», ha concluso Celebre.