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05/10/2024 ore 13.34
Cronaca

'Ndrangheta a San Siro, come nasce l'omicidio Bellocco

Le tappe dello scontro nella tifoseria nerazzurra: dal progetto di uccidere il capo ultrà al tentativo di mettere le mani sul merchandising dell'Inter.
di Pablo Petrasso

«Vi comunico che ci troviamo costretti a dover annullare con decorrenza immediata la proposta. . . poiché uno dei soci è venuto a mancare. . . che doveva stipulare il contratto. . . tragicamente scomparso… vengono a mancare i presupposti per l’inizio di una nuova attività». Marco Ferdico era, in curva Nord, uno degli ultrà più vicini ad Antonio Bellocco. Dopo l’omicidio del rampollo del clan di Rosarno contatta un broker immobiliare e gli chiede di bloccare tutto: di quel «progetto di avviare una nuova attività con un negozio» in via Casoretto, a Milano, non se ne farà più nulla perché il suo socio è stato ucciso.

Le carte della richiesta di misure cautelari dell’inchiesta Doppia Curva permettono di ricostruire le manovre che hanno preceduto (e, in parte, seguito) l’assassinio di Totò u Nanu consumato davanti alla palestra Testudo di Cernusco sul Naviglio. Una storia che vede nomi legati ai clan calabresi incrociarsi con i capi ultrà nel patto che governa San Siro.

La trama sembra presa da Narcos: summit, tradimenti e violenza cieca in nome dei soldi, tanti, che girano attorno alla Curva Nord, casa del tifo interista in cui l’estrema destra stringe la mano alla criminalità organizzata.

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