Non favorì la latitanza del fidanzato Luca Occhiuzzi: revocati gli arresti domiciliari ad Alessandra Iorio
Il Tribunale del riesame ha evidenziato che non risultano condotte materiali riconducibili ad azioni tipiche del favoreggiamento personale
Il Tribunale di Catanzaro, in funzione di Giudice del Riesame, ha annullato l'Ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catanzaro Roberta Cafiero il 12 gennaio scorso ed eseguita il successivo 21 dall'Arma dei Carabinieri che, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, aveva applicato la misura cautelare personale degli arresti domiciliari per Alessandra Iorio, compagna dell'ex latitante Luca Occhiuzzi detto Bistecca, difesa dall'Avvocato Emilio Enzo Quintieri del Foro di Paola.
L'Ordinanza del Gip Distrettuale era stata tempestivamente impugnata dal difensore di fiducia dell'indagata il quale aveva eccepito, tra le altre cose, l'assenza di gravità indiziaria fondandosi su elementi meramente relazionali e congetturali, l'insussistenza delle esigenze cautelari ravvisate (pericolo di recidivanza, di inquinamento probatorio e di fuga), la violazione dei principi di adeguatezza e proporzionalità della misura scelta in relazione al caso concreto e perchè, in ogni caso, quanto è stato compiuto, è avvenuto in presenza di una causa di non punibilità (fatto commesso in favore della persona con la quale intratteneva una stabile relazione sentimentale).
In particolare, è stato evidenziato che non risultano condotte materiali riconducibili ad azioni tipiche del favoreggiamento personale; la contestazione si fonda esclusivamente sul rapporto sentimentale esistente tra l'indagata e l'ex ricercato, mancando qualsiasi contributo causale idoneo ad aver agevolato la sottrazione alle ricerche. Non risultano condotte di ospitalità funzionali alla latitanza, forniture di denaro, mezzi o strumenti di comunicazione, segnalazioni, avvisi o intermediazioni operative, atti di occultamento o depistaggio, finalizzate ad ostacolare o a ritardare la cattura del latitante, su cui pendeva un mandato di cattura per tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso ed altro emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari di Catanzaro, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.
Anche in relazione alle esigenze cautelari, l'Avv. Quintieri, aveva eccepito l'assenza del pericolo di reiterazione del reato di favoreggiamento, trattandosi di una condotta non più attuabile nè ripetibile poichè Luca Occhiuzzi è stato da tempo catturato ed è quindi impossibile reiterare il delitto contestato, l'insussistenza del pericolo di inquinamento probatorio atteso che non risulta alcuna condotta, concreta ed attuale, posta in essere dall'indagata finalizzata ad inquinare le prove o concertare linee difensive con gli altri indagati ed infine del pericolo di fuga considerato che in tutto il notevole lasso di tempo trascorso l'indagata, persona incensurata e lontana da ambienti criminali, non si è mai allontanata da Cetraro, ove risiede stabilmente con la propria famiglia e dove esercita regolare attività lavorativa. I Giudici del Riesame di Catanzaro, accogliendo il ricorso proposto dal difensore dell'indagata Alessandra Iorio, hanno annullato l'ordinanza custodiale perchè illegittima, revocando la misura cautelare degli arresti domiciliari precedentemente disposta ordinandone la liberazione immediata. Le motivazioni saranno rese note tra quarantacinque giorni.