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10/12/2022 ore 09.00
Cronaca

Omicidi a Schiavonea, il gip: «Si sentivano impuniti»

Nelle intercettazioni tutta la spavalderia del nuovo gruppo criminale di Corigliano Rossano, la sfida alla Dda: «Sono pieni d'indagini. Mo’ se ne escono…»
di Marco Cribari

«Tutte indagini fanno questi. Hanno la scrivania piena di fascicoli. Mo’ se ne escono…». Si facevano beffe degli investigatori i membri del nuovo e ancora presunto clan di Corigliano Rossano ritenuto responsabile di detenzione d’armi, danneggiamenti, traffico di droga e ben due omicidi, uno tentato e l’altro riuscito. Ignoravano però che, seppur spiazzata dall’escalation criminale in corso nella Sibaritide, la Dda di Catanzaro li aveva già da tempo nel mirino.

Quella conversazione, captata in modalità ambientale, è ritenuta oggi rappresentativa di un sentimento comune: «Impunità e assoluta indifferenza verso le forze dell’ordine». A esprimersi in questi termini è il gip Giuseppe De Salvatore che, il primo dicembre 2022, ha dato il via libera all’arresto di sette persone, l’ossatura di questo gruppo formato per lo più da giovanissimi.

Non a caso, a essere sospettato di aver eseguito le due azioni di fuoco contemplate nell’inchiesta è un ragazzo di ventuno anni, Francesco Le Pera. Proprio a lui è associata un’altra intercettazione sintomatica, quella in cui progetta «di sparare in faccia a qualcuno» convinto che il tempo sia comunque dalla sua parte: «Tanto sono giovane e non mi faccio neanche vent’anni».