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29/08/2026 ore 06.30
Cronaca

Sibaritide, quattordici episodi dal 2018: la mappa tra omicidi e scomparse

Da Portoraro a Giuseppe Scorza: nove episodi omicidiari, due scomparse e tre attentati falliti tra Cassano e Corigliano-Rossano

di Antonio Alizzi

L’omicidio di Giuseppe Scorza, compiuto all’alba del 28 agosto 2026 a Lauropoli, aggiorna una lunga cronologia di fatti di sangue nella Sibaritide. Dal giugno 2018 si contano nove episodi omicidiari con undici vittime, ai quali si aggiungono due scomparse considerate dagli investigatori possibili casi di “lupara bianca” e tre attentati falliti.

Non tutti gli episodi presentano lo stesso grado di accertamento giudiziario. Per alcuni sono stati celebrati processi o concluse le indagini preliminari; altri rimangono senza responsabili definitivamente individuati. 

L’omicidio di Giuseppe Scorza a Lauropoli

L’ultimo delitto è stato commesso alle 5.38 del 28 agosto 2026 in una traversa di via Fiume, a Lauropoli di Cassano allo Ionio. Giuseppe Scorza è stato raggiunto dai colpi esplosi all’interno dell’ufficio di un’impresa impegnata nella pulizia e nella manutenzione del verde.

Nell’agguato è rimasto gravemente ferito anche il titolare dell’azienda, Renato Elia, riuscito a raggiungere un bar distante circa quaranta metri per chiedere aiuto. 

Giuseppe Scorza era figlio di Maurizio, assassinato il 4 aprile 2022 insieme alla compagna. Il rapporto familiare costituisce un elemento rilevante per gli investigatori, ma non dimostra da solo l’esistenza di un collegamento tra i due delitti.

La cronologia dal 2018 al 2026

6 giugno 2018 – Villapiana Lido

Dicembre 2018 – Schiavonea

1° luglio 2019 – Corigliano-Rossano

23 luglio 2019 – Contrada Apollinara

31 gennaio 2020 – Centro storico di Corigliano

3 giugno 2020 – Contrada Caccianova

2 dicembre 2020 – Sibari

4 aprile 2022 – Contrada Gammellone

3 maggio 2022 – Schiavonea

2 maggio 2023 – Sibari

23 dicembre 2023 – Sibari

24 ottobre 2025 – Cassano allo Ionio

28 agosto 2026 – Lauropoli

Gli equilibri tra Abbruzzese e Forastefano

In precedenti inchieste la Dda di Catanzaro aveva descritto una convergenza di interessi tra i gruppi Abbruzzese e Forastefano, indicata giornalisticamente come “pax mafiosa”. L’accordo avrebbe consentito alle organizzazioni di condividere affari e controllo del territorio evitando uno scontro aperto.

I fatti più recenti pongono interrogativi sulla tenuta di quell’equilibrio, soprattutto dopo il ferimento di Domenico Forastefano