Omicidio di Antonio Perrotta, fermati due fratelli: decisivi video, tracce e indumenti sequestrati
La Procura di Paola contesta il concorso in omicidio aggravato. I due giovani sarebbero stati identificati attraverso le telecamere della discoteca
Umberto Orsino, classe 2002, e Domenico Orsino, classe 2004. Sono loro i due fratelli fermati questa mattina nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Antonio Perrotta, il 34enne di Fuscaldo morto dopo essere stato brutalmente aggredito nella notte tra l’8 e il 9 agosto all’esterno della discoteca “Il Castello”, a Sangineto.
Per entrambi la Procura di Paola, guidata da Domenico Fiordalisi contesta, allo stato degli atti, il concorso in omicidio, con l’aggravante dei motivi futili e abietti. Secondo la ricostruzione investigativa, l’aggressione sarebbe scaturita dalla volontà di punire Perrotta dopo che i due erano stati allontanati dal locale perché, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sprovvisti del biglietto di ingresso.
Le ferite mortali
Antonio Perrotta, dopo la violenta aggressione, ha riportato un «ematoma epidurale acuto e una frattura composta della base cranica». Inizialmente trasportato all’ospedale di Cetraro, dove è stato ricoverato in prognosi riservata, è stato successivamente trasferito all’ospedale di Cosenza. Qui è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per le gravi lesioni riportate. Nonostante l’intervento, il 34enne è morto alle 4.30 del 10 agosto.
La ricostruzione degli investigatori
Ed è proprio all’interno della discoteca che, secondo gli investigatori, si sarebbe verificato un diverbio che avrebbe coinvolto Perrotta e i due soggetti oggi indagati. Per evitare che la situazione degenerasse, il personale della sicurezza avrebbe provveduto ad accompagnare i due fuori dal locale.
Dalle immagini acquisite dagli investigatori emergerebbe quindi la sequenza successiva: gli addetti alla sicurezza conducono i due oltre il transennamento posto all’esterno della discoteca. Perrotta li avrebbe seguiti, accodandosi al personale della sicurezza.
È a quel punto che si sarebbe verificata la violenta colluttazione. Le immagini avrebbero immortalato un turbinio di movimenti compatibile con una contesa.
Colpito violentemente al volto
Gli ulteriori accertamenti avrebbero consentito di ricostruire che Perrotta sarebbe stato colpito violentemente al volto, cadendo rovinosamente a terra e battendo la testa.
Dopo essere stato soccorso dal personale della sicurezza e aver ripreso conoscenza, il 34enne avrebbe inizialmente intrapreso il viaggio verso casa a bordo dell'automobile di un conoscente. Durante il tragitto, però, le sue condizioni sarebbero peggiorate, rendendo necessario il trasporto in ospedale.
Le immagini e la svolta investigativa
Le indagini, condotte da Polizia di Stato e Carabinieri, hanno consentito di isolare dalle immagini della serata le effigi fotografiche e i tratti somatici dei due presunti aggressori.
Il successivo confronto con le fotografie e i profili acquisiti dagli investigatori avrebbe permesso di arrivare alla loro identificazione e, quindi, di individuare il domicilio nel quale i due avrebbero potuto trovarsi.
Rintracciati a Belvedere Marittimo
I due fratelli sono stati rintracciati questa mattina a Belvedere Marittimo. Ed è proprio la perquisizione domiciliare a rappresentare uno degli elementi ritenuti maggiormente rilevanti dagli investigatori.
All’interno dell’abitazione sarebbero stati rinvenuti gli indumenti e le calzature che i due avrebbero indossato la sera dell'aggressione.
In particolare, una delle camicie sequestrate presenterebbe una macchia di sangue, nonostante l'indumento fosse stato precedentemente lavato.
Elementi che, secondo la Procura, rafforzerebbero il quadro indiziario a carico dei due fratelli.
Il pericolo di fuga
Il provvedimento si è reso necessario anche per il pericolo di fuga. I due indagati, infatti, risultano residenti all’estero e, secondo quanto ricostruito, subito dopo i fatti si sarebbero allontanati correndo.
Per gli investigatori esisterebbe quindi il rischio concreto che possano fare ritorno nel Paese di residenza e rendersi irreperibili, compromettendo la possibilità di una successiva cattura.
Alla luce degli elementi raccolti, la Procura ritiene dunque sussistenti gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei due fratelli e contesta loro il concorso nell'omicidio di Antonio Perrotta.
Il fermo giudiziario
Per questo motivo per i sospettati è scattato il fermo. I due sono stati posti a disposizione del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Paola, per gli interrogatori, prima del trasferimento nella casa circondariale di Paola.
Un'accelerazione investigativa arrivata a poco più di 24 ore dalla morte di Antonio Perrotta, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire ogni dettaglio di quella notte e definire con precisione responsabilità e dinamica dell'aggressione.
I due fratelli sono allo stato indagati e fermati perché gravemente indiziati: la loro eventuale responsabilità penale dovrà essere accertata nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza. I due indagati, che davanti al pm hanno fatto scena muta, sono difesi dagli avvocati Sandro Brusco e Sandro Gaeta