Omicidio Bergamini, chiuse le indagini su Roberto Internò. «Fu l’esecutore materiale» secondo la Procura di Castrovillari
Notificato l’avviso di conclusione delle indagini al 65enne. Per l’accusa avrebbe agito in concorso con il padre di Isabella Internò, deceduto anni fa
Nuovo sviluppo giudiziario nell’inchiesta sull’omicidio di Donato “Denis” Bergamini. Nella mattinata del 28 settembre, i Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di Roberto Internò, 65 anni, indagato per concorso nel delitto del calciatore del Cosenza.
Secondo l’impostazione formulata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, l’uomo sarebbe stato l’esecutore materiale dell’omicidio. Avrebbe agito in concorso con il padre di Isabella Internò, ex fidanzata del calciatore. Quest’ultimo è deceduto anni fa.
La nuova contestazione della Procura
L’atto notificato dai Carabinieri rappresenta il punto di arrivo della nuova attività investigativa coordinata dalla Procura di Castrovillari.
L’ipotesi formulata dagli inquirenti è che Roberto Internò abbia partecipato all’omicidio di Bergamini svolgendo, secondo l’accusa, il ruolo di esecutore materiale. La condotta sarebbe stata realizzata in concorso con il padre di Isabella Internò, che, essendo deceduto, non potrà essere destinatario di alcun procedimento penale.
La morte di Denis Bergamini
Donato Bergamini, conosciuto da tutti come Denis, era un giovane calciatore professionista del Cosenza. Morì il 18 novembre 1989 lungo la strada statale 106, nel territorio di Roseto Capo Spulico.
La vicenda è rimasta per decenni al centro di indagini, approfondimenti e procedimenti giudiziari. Il nuovo avviso di conclusione delle indagini apre adesso un ulteriore capitolo nell’accertamento delle eventuali responsabilità per la morte del centrocampista. Isabella Internò, ex fidanzata, è stata condannata in primo grado a 16 anni di carcere. Ora è atteso il processo d’appello.
Cosa comporta la chiusura delle indagini
Con l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, la Procura comunica formalmente all’indagato la contestazione e gli consente di esercitare le facoltà difensive previste dalla legge.