Omicidio di Luca Carbone, De Grandis rimane in carcere ma il gip dispone la perizia psichiatrica
Accolta, in sede di udienza di convalida del fermo, la richiesta presentata dall’avvocato Amabile Cuscino, difensore dell’indagato. Il giudice per le indagini preliminari nei prossimi giorni nominerà un perito
Novità rilevanti emergono sull’omicidio di Luca Carbone, avvenuto nei giorni scorsi in via Popilia a Cosenza. Nella giornata odierna si è svolta l’udienza di convalida del fermo nei confronti di Franco De Grandis, reo confesso del delitto di sangue consumatosi in Largo della Consulta Femminile.
Nel corso dell’udienza, l’avvocato Amabile Cuscino, difensore dell’indagato, ha depositato documentazione medica relativa alle patologie da cui sarebbe affetto De Grandis, riservandosi di produrre ulteriore materiale sanitario nei prossimi giorni. Parallelamente, il legale ha avviato anche indagini difensive.
La difesa ha inoltre presentato istanza di perizia psichiatrica, chiedendo di accertare sia la capacità dell’indagato di intendere e di volere al momento dei fatti, sia la compatibilità delle sue condizioni con il regime carcerario. Il giudice per le indagini preliminari, Letizia Benigno, ha accolto la richiesta, disponendo la nomina di un perito. Al termine dell’udienza, il fermo è stato convalidato e il gip ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere, in attesa delle valutazioni peritali.
Omicidio volontario (per ora) senza aggravanti
La Procura di Cosenza, coordinata dal procuratore capo Vincenzo Capomolla, contesta allo stato il reato di omicidio volontario, senza aggravanti. Le indagini, dirette dal pubblico ministero Veronica Rizzaro, proseguono per chiarire in maniera puntuale la dinamica e individuare il movente del delitto.
Omicidio Carbone a Cosenza, i familiari: «Luca ragazzo perbene, è morto da innocente»In base agli elementi finora raccolti, gli inquirenti ritengono che De Grandis abbia esploso i colpi dall’ultimo piano della palazzina in cui risiede, utilizzando una pistola calibro 7,65. I carabinieri del Norm di Cosenza e del Nucleo investigativo, con il supporto della Scientifica, hanno ricostruito la traiettoria dei proiettili in relazione ai fori rinvenuti sull’autovettura all’interno della quale si trovava la vittima. Le perquisizioni eseguite nell’abitazione dell’indagato hanno consentito di rinvenire un fucile e l’arma ritenuta compatibile con quella utilizzata per l’omicidio.
Nel corso dell’interrogatorio reso davanti al pubblico ministero Veronica Rizzaro, De Grandis avrebbe ammesso di aver sparato, sostenendo però di aver agito con l’intento di intimidire la vittima e richiamando presunti problemi di vicinato o liti condominiali. Una versione che, secondo quanto trapela dagli ambienti investigativi, non convincerebbe pienamente gli investigatori, i quali stanno valutando anche ipotesi alternative sul movente.
Il fermo di indiziato di delitto era stato eseguito nella serata del 13 gennaio 2026, al termine delle prime e immediate attività investigative avviate dopo l’uccisione di Luca Carbone, avvenuta nella mattinata dello stesso giorno, tra le 9.50 e le 10, nel quartiere “Ultimo Lotto” di via Popilia.