Giuseppe Gaetani ucciso a Cassano all’Ionio, quattro imputati a processo | NOMI
Il gup di Catanzaro accoglie la richiesta avanzata dal pm Alessandro Riello. Prima udienza il prossimo 6 luglio davanti alla Corte d’Assise di Cosenza
Il gup del Tribunale di Catanzaro ha disposto il rinvio a giudizio degli imputati coinvolti nell’inchiesta sull’omicidio di Giuseppe Gaetani, ucciso la sera del 2 dicembre 2020 nella Piana di Sibari, nei pressi della sua abitazione.
La decisione arriva dopo la chiusura delle indagini della Dda di Catanzaro, coordinate dal pubblico ministero antimafia Alessandro Riello, e apre la fase dibattimentale su uno dei delitti che, secondo la Procura distrettuale, si inserisce negli equilibri criminali della Sibaritide.
Gaetani era ritenuto vicino a Leonardo Portoraro, boss di Villapiana assassinato in un agguato di mafia nel giugno 2018. Proprio questo legame, nella ricostruzione della Dda, rappresenta uno degli elementi utili a collocare l’omicidio dentro il più ampio contesto dei rapporti tra le cosche attive nell’area ionica cosentina.
A giudizio, davanti alla Corte d’Assise di Cosenza, vanno Pasquale Forastefano, indicato come presunto reggente dell’omonima cosca cassanese; Nicola Abbruzzese, alias “Semiasse”, ritenuto esponente del clan degli “zingari” di Cassano all’Ionio; Domenico Massa, di recente sottoposto al regime del 41 bis; e Gianluca Maestri, collaboratore di giustizia, indicato come reo confesso del delitto di stampo mafioso.
Omicidio Gaetani, Nicola Abbruzzese “Semiasse” rinuncia al Riesame: «Leso il diritto di difesa»Nella precedente fase dell’inchiesta erano state invece stralciate e messe in stand-by le posizioni di Maurizio Massa e Gianfranco Arcidiacono. Per quest’ultimo, il Tribunale del Riesame aveva già espresso una valutazione negativa rispetto all’applicazione della misura cautelare. La difesa di Arcidiacono, rappresentata dall’avvocato Enzo Belvedere, aveva accolto con soddisfazione quella decisione, ritenuta in linea con quanto già stabilito dal gip e dal Tdl.
Omicidio Gaetani, indagini e accuse
Secondo l’impostazione accusatoria, l’omicidio Gaetani sarebbe maturato nell’ambito di una strategia condivisa tra la cosca Forastefano e il gruppo Abbruzzese, ritenuti interessati a riaffermare la propria egemonia criminale sulla Piana di Sibari.
Nella ricostruzione della Dda, il delitto sarebbe stato il risultato di una scelta pianificata, con ruoli distinti attribuiti agli imputati nella fase ideativa, organizzativa ed esecutiva dell’agguato. In questo quadro si inserisce anche la posizione di Gianluca Maestri, chiamato in causa come autore materiale dell’assassinio e oggi collaboratore di giustizia.
Omicidio Gaetani, dal furgone demolito alle armi occultate: parlano Talarico e MaestriIl processo, che si terrà davanti al presidente Paola Lucente, dovrà ora verificare la tenuta dell’impianto accusatorio. Al centro del dibattimento ci saranno la dinamica dell’omicidio, i presunti mandanti, il ruolo dei singoli imputati e il contesto mafioso nel quale, secondo la Procura, sarebbe maturata l’eliminazione di Gaetani.
L’inchiesta ripercorre anche la storia criminale della Sibaritide, segnata da faide, riassetti e nuove alleanze tra gruppi di ’ndrangheta. Gli atti richiamano la fase degli anni Ottanta, le successive fratture interne e gli equilibri che, nel tempo, avrebbero ridisegnato la geografia criminale tra Corigliano, Cassano, Lauropoli e l’area della Piana.
Omicidio Gaetani, parla Nicola Abbruzzese “Semiasse”: «Maestri è un bugiardo, non sono un assassino»Nel quadro investigativo, un passaggio centrale riguarda l’ascesa degli Abbruzzese, radicati a Lauropoli, e il successivo rafforzamento del gruppo Forastefano, indicato dagli inquirenti come capace di consolidare la propria presenza su traffici e attività illecite. Le indagini più recenti, tra cui “Kossa” e “Athena”, sono per la Dda di Catanzaro elementi di riscontro dell’esistenza di una saldatura tra le due consorterie.
Secondo la Procura distrettuale di Catanzaro, proprio il passaggio dalla rivalità alla collaborazione tra Abbruzzese e Forastefano costituirebbe la cornice nella quale sarebbe maturata la decisione di eliminare Giuseppe Gaetani. Un omicidio che l’accusa ritiene premeditato e funzionale al consolidamento dei nuovi equilibri criminali nella Piana di Sibari. La prima udienza si terrà il prossimo 6 luglio.