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15/04/2026 ore 06.30
Cronaca

Omicidio di Luca Bruni, il 24 giugno storico confronto tra Foggetti e Lamanna

Nuovo passaggio davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro nel processo a carico di Luigi e Marco Abbruzzese

di Antonio Alizzi
I pentiti di 'ndrangheta Adolfo Foggetti e Daniele Lamanna

L’omicidio di Luca Bruni continua a essere una vicenda giudiziaria lunga, complessa e segnata da continui passaggi processuali. Il prossimo snodo è fissato per il 24 giugno, quando davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro è in programma un confronto definito dalle parti come “storico”: collegati da due siti riservati, si confronteranno i collaboratori di giustizia Adolfo Foggetti e Daniele Lamanna.

Entrambi, com’è noto, sono stati condannati in via definitiva per il delitto dell’ultimo boss della dinastia “Bella bella” di Cosenza, ucciso tra il 2 e il 3 gennaio 2012 nella periferia di Castrolibero. Fu Adolfo Foggetti a condurre gli inquirenti al ritrovamento del corpo di Luca Bruni, avviando la collaborazione il 17 dicembre 2014, alla presenza dell’allora maggiore dei carabinieri Michele Borrelli, all’epoca comandante del Nucleo Investigativo di Cosenza, del capo della Squadra Mobile di Cosenza Giuseppe Zanfini e dei magistrati antimafia Pierpaolo Bruni e Vincenzo Luberto.

Le condanne definitive, oltre a quelle di Lamanna e Foggetti, riguardano anche Maurizio Rango, Franco Bruzzese ed Ettore Sottile.

Nel processo attualmente in corso risultano imputati Luigi Abbruzzese, alias “Pikachu”, e Marco Abbruzzese, alias “Lo Struzzo”, già assolti in primo grado dall’accusa di aver partecipato alle fasi deliberative dell’omicidio. Per Marco Abbruzzese, tuttavia, è arrivata una condanna a 4 anni e sei mesi di reclusione per occultamento di cadavere.

Nell’udienza di ieri, le difese hanno escusso Andrea Greco, collegato in videoconferenza dal carcere di Reggio Calabria. L’uomo, indicato come presunto esponente del clan degli “zingari” di Cosenza e già condannato in primo grado nel procedimento “Reset” per un capo contestato legato al narcotraffico, ha negato di aver riferito a Celestino Abbruzzese, alias “Micetto”, e ad Anna Palmieri, moglie di quest’ultimo, notizie sull’omicidio di Luca Bruni. «Non ho parlato con nessuno di queste cose, quando ci trovavamo a cena c’erano anche moglie e bambini e non si parlava di reati», ha dichiarato.

Sul tema dei confronti in aula, il sostituto procuratore procuratore generale Raffaella Sforza ha chiesto anche un ulteriore confronto tra Andrea Greco e Anna Palmieri. Il presidente Capitò, al momento, non ha sciolto la riserva. I due imputati sono difesi dagli avvocati Cesare Badolato e Antonio Sanvito.