Omicidio di Luca Carbone, per Franco De Grandis «semi-infermità mentale al momento del fatto»
Davanti al gip di Cosenza il confronto tra perito del giudice e consulente della difesa sul quadro psichiatrico del reo confesso
Si è chiuso oggi, davanti al gip di Cosenza Letizia Benigno, l’incidente probatorio disposto nell’inchiesta sull’omicidio di Luca Carbone, ucciso il 13 gennaio 2026 davanti al portone del palazzo in cui abitava da solo, nella zona dell’ultimo lotto di via Popilia.
Al centro dell’udienza la perizia sulle condizioni psichiatriche di Franco De Grandis, reo confesso, accusato dalla Procura di Cosenza di omicidio volontario senza aggravanti. È questa, allo stato, l’imputazione formulata dal pubblico ministero Veronica Rizzaro, con indagini che non risultano ancora concluse.
Il nodo psichiatrico: perito del giudice e consulente della difesa a confronto
Nel contraddittorio tecnico si sono confrontati il perito nominato dal giudice, lo psichiatra Antonio Ruffolo, e il consulente della difesa, lo psichiatra Paolo De Pasquali.
Secondo Ruffolo, De Grandis sarebbe pienamente capace di stare a giudizio, mentre al momento del fatto la sua capacità di intendere e volere risulterebbe scemata, configurando una semi-infermità mentale.
Di segno opposto le conclusioni di De Pasquali, che ha sostenuto la totale incapacità di stare a giudizio e la totale infermità mentale dell’indagato, richiamando una patologia psichica in cura da circa trent’anni.
Omicidio Carbone a Cosenza, i familiari: «Luca ragazzo perbene, è morto da innocente»Le dichiarazioni e il quadro investigativo
Nel corso dell’interrogatorio, De Grandis aveva ammesso di aver sparato, ma - secondo quanto trapela - sarebbe tuttora convinto che la persona colpita sia ancora libera. Per la difesa questo elemento rientrerebbe in un quadro clinico segnato da allucinazioni, in particolare visive e uditive, indicato come coerente con la patologia dell’uomo.
Nella fase dell’udienza di convalida del fermo la difesa aveva depositato documentazione sanitaria e chiesto una perizia psichiatrica anche sulla compatibilità o meno con il regime carcerario. Il gip Benigno aveva accolto l’istanza, convalidando il fermo e disponendo la custodia cautelare in carcere in attesa degli accertamenti.
L’attività investigativa dei carabinieri
Nella ricostruzione dell’evento tragico, gli investigatori ritenevano che i colpi fossero stati esplosi dall’ultimo piano della palazzina, con una pistola calibro 7,65. Durante le perquisizioni erano stati rinvenuti un fucile e un’arma ritenuta compatibile con quella usata per l’omicidio. Inoltre, i carabinieri avevano concluso l’attività tecnica sostenendo che non vi fosse alcun rapporto problematico tra De Grandis e Carbone.
Difesa e parti civili
La difesa di De Grandis è affidata all’avvocato Amabile Cuscino. Le parti civili sono assistite dagli avvocati Giuseppe Manna, Andrea Manna e Paolo Coppa.