Asse criminale tra Lazio e Cosenza: cinque misure cautelari per traffico e detenzione di stupefacenti
Operazione della Polizia di Stato tra Cosenza e Roma. Quattro indagati ai domiciliari con braccialetto elettronico e un obbligo di dimora
Un asse illecito ben strutturato tra la capitale e il territorio cosentino, intercettato e smantellato grazie a un'operazione congiunta delle forze dell'ordine. È questo il bilancio di una vasta inchiesta condotta dalla Polizia di Stato che ha portato all'esecuzione di cinque misure cautelari tra la provincia di Cosenza e il Lazio, infliggendo un duro colpo a una rete dedita al trasporto e alla detenzione di sostanze stupefacenti.
L'operazione congiunta tra Cosenza e Roma: cinque misure cautelari
Il blitz è il frutto di un'articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza e condotta materialmente dagli uomini della Squadra Mobile bruzia, con il prezioso supporto operativo e logistico della Squadra Mobile di Roma. L'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cosenza a seguito dei preventivi interrogatori previsti dalla normativa vigente, ha interessato complessivamente cinque persone ritenute gravemente indiziate di reati in materia di stupefacenti.
Nello specifico, il provvedimento restrittivo ha disposto la misura degli arresti domiciliari, con l'obbligo di applicazione dei dispositivi elettronici di controllo a distanza (il braccialetto elettronico), per quattro degli indagati. Per la quinta persona coinvolta è stata invece disposta la misura cautelare dell'obbligo di dimora nel comune di residenza.
Le indagini tecniche e il coinvolgimento di soggetti laziali e cosentini
L'inchiesta, sviluppata attraverso servizi mirati di osservazione, controllo e pedinamento (OCP), corroborati dall'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e da complesse attività tecniche, ha permesso agli inquirenti di delineare i contorni di un traffico illecito ben collaudato. Secondo quanto emerso nella fase delle indagini preliminari — che dovranno trovare il necessario riscontro nel contraddittorio processuale con la difesa —, le condotte criminose vedevano protagonisti due soggetti residenti nel Lazio, i quali operavano in stretto raccordo e nell'interesse di tre persone originarie della provincia di Cosenza.
Il meccanismo criminale ruotava attorno al trasporto sistematico di ingenti quantitativi di droga destinati ad alimentare le piazze di spaccio locali. Un'attività che, oltre a far emergere i canali di approvvigionamento interregionale, ha consentito agli investigatori di procedere al sequestro di un notevole quantitativo di sostanza stupefacente.