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09/07/2025 ore 14.00
Cronaca

Operazione "Scirocco", chiusa l'inchiesta. I nomi degli indagati

Si tratta del procedimento penale della Dda di Catanzaro contro la presunta mala gestione dei depuratori calabresi, tra cui quelli di Belvedere Marittimo, Fuscaldo e Falconara Albanese

di Alessia Truzzolillo

Si tratta del procedimento penale della Dda di Catanzaro contro la presunta mala gestione dei depuratori calabresi, tra cui quelli di Belvedere Marittimo, Fuscaldo e Falconara Albanese

La Dda di Catanzaro ha chiuso le indagini preliminari nei confronti di 29 persone fisiche e cinque società nell’ambito dell’inchiesta Scirocco, incentrata sull’illecita gestione di depuratori dislocato sull’intero territorio regionale.

Associazione per delinquere al fine di commettere reati contro l’ambiente e la pubblica amministrazione, frode nelle pubbliche forniture, inquinamento ambientale, traffico illecito di rifiuti, tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Sono queste le accuse contestate, a vario titolo dai sostituti procuratori Paolo Sirleo, Domenico Guarascio e Domenico Assumma. Al centro dell’indagine ci sono le società del gruppo Minieri – amministrate da Mario Minieri e dai figli Giuseppe e Saverio Minieri – che avevano in appalto la gestione dei depuratori.

La connivenza dei pubblici funzionari

L’accusa sostiene che avrebbero vinto le gare d’appalto grazie a ribassi consistenti per poi non adempiere agli obblighi contrattuali. Il risultato, dicono gli inquirenti, sono state mancate manutenzioni agli impianti, gestione illecita nello smaltimento dei fanghi, liquami che confluivano nei corsi d’acqua e nel mare.

Implicati in questa indagine vi sono sia dipendenti impiegati nei vari impianti di depurazione delle società che pubblici funzionari, responsabili dell’ufficio tecnico nei comuni di Belvedere Marittimo (Paola Di Stio, Pasqualino Calabrese, Raffaele Rosignuolo) e Falconara Albanese (Rosario Sessa). Sono accusati, insieme a Mario Minieri, di avere commesso frode nell’esecuzione del contratti di affidamento del servizio di gestione dei depuratori, liquidando somme per prestazioni che risultavano, per contratto, a carico della società da rappresentata da Minieri.

La tentata estorsione

Inoltre Mario Minieri è accusato anche di una tentata estorsione ai danni di un dipendente del depuratore di Cirò Marina che avrebbe cercato di far desistere dall’intraprendere azioni sindacali, volte a ottenere le spettanze stipendiali, attraverso due soggetti che avrebbero minacciato di minare l’incolumità del dipendente se non avesse ritirato la denuncia sporta.

I nomi degli indagati

La Distrettuale antimafia ha chiuso il cerchio e notificato quest’oggi la chiusura indagini. Ecco gli indagati: