Presunti falsi collaudi alla Motorizzazione di Cosenza, gli atti su Marra e i punti da chiarire
La vicenda dell’Alfa Romeo Stelvio tra la ricostruzione dell’accusa, la documentazione prodotta dalla difesa e il pronunciamento del Tribunale del Riesame
È il tema dei presunti falsi collaudi alla Motorizzazione di Cosenza a essere al centro di un procedimento penale nel quale cinque persone rischiano il rinvio a giudizio. L'inchiesta della Procura ha posto sotto la lente di ingrandimento circa quaranta pratiche di collaudo che, secondo l'ipotesi accusatoria, sarebbero state definite sulla base di attestazioni non corrispondenti alle operazioni effettivamente svolte. Nell'ambito del procedimento è emersa anche la posizione di Luigi Marra, rispetto alla quale la difesa contesta la riconducibilità delle condotte ipotizzate dagli inquirenti all'indagato.
Uno degli episodi esaminati riguarda un'Alfa Romeo Stelvio, per la cui carta di circolazione è stato disposto il sequestro probatorio. L'ipotesi investigativa, secondo quanto riportato negli atti, riguarda presunti profili di falso materiale e ideologico connessi all'immatricolazione del veicolo. In particolare, secondo la prospettazione accusatoria, l'omologazione sarebbe avvenuta senza l'effettuazione del necessario collaudo sull'autovettura.
La difesa: «Non emerge alcun riscontro alla condotta di Marra»
Sul punto, l'avvocato Francesco Iannello, difensore della ITEC, ha proposto istanza di riesame in relazione al sequestro della carta di circolazione. Nelle argomentazioni difensive, viene innanzitutto evidenziato che dagli atti trasmessi dalla Procura non emergerebbero, secondo la difesa, elementi sufficienti a sostenere l'ipotesi contestata e, soprattutto, non vi sarebbe «alcun riscontro» alla condotta attribuita a Marra.
La difesa ricostruisce quindi la vicenda amministrativa e tecnica relativa al veicolo, sostenendo che non sarebbero emersi elementi ostativi alla trasformazione dell'Alfa Romeo Stelvio dalla categoria M1 alla categoria N1, vale a dire ad autocarro per trasporto di cose a uso proprio. Secondo quanto riportato nell'istanza, la trasformazione sarebbe stata effettuata dalla concessionaria Paradiso Srl di Lamezia Terme, sulla base dell'ordine d'acquisto e della successiva fattura del 13 novembre 2023. La concessionaria avrebbe quindi incaricato le Officine De Natale Srls del montaggio della paratia e dell'espletamento delle attività necessarie al relativo collaudo.
Un passaggio centrale della ricostruzione difensiva riguarda la documentazione relativa alla Motorizzazione Civile di Cosenza. La difesa riferisce che la concessionaria avrebbe consegnato alla ITEC la documentazione attestante la prenotazione del collaudo per il 24 novembre 2023, con l'indicazione del pagamento telematico delle relative tasse. Alla pratica sarebbe stato assegnato il numero 02315476. Sempre secondo quanto sostenuto dalla difesa, sarebbe stata inoltre consegnata la stampa del verbale contenente gli elementi identificativi del veicolo e la tipologia dell'intervento, documentazione finalizzata all'emissione della carta di circolazione o del Documento Unico. A ciò si sarebbe aggiunta la documentazione tecnica predisposta dalle Officine De Natale Srls, che, secondo la prospettazione difensiva, sarebbe stata utilizzata ai fini del collaudo. La documentazione è stata depositata nell'ambito del procedimento di riesame.
«La situazione del mezzo è stata riscontrata al momento del sequestro»
Un ulteriore argomento della difesa riguarda lo stato concreto del veicolo. Secondo l'istanza presentata al Riesame, la situazione di fatto e giuridica dell'Alfa Romeo Stelvio sarebbe risultata conforme all'installazione effettuata e al successivo collaudo. Tale corrispondenza, sostiene la difesa, sarebbe stata riscontrata anche al momento del sequestro eseguito dalla Polizia Stradale di Vibo Valentia. Da questa ricostruzione la difesa trae la conclusione che il rilascio della carta di circolazione dovesse ritenersi corretto, in quanto il documento avrebbe attestato una trasformazione del veicolo che, secondo la tesi difensiva, era stata regolarmente effettuata, collaudata e annotata.
La difesa ha inoltre posto una questione relativa all'utilità della condotta illecita ipotizzata dagli inquirenti, sostenendo che non sarebbero chiari i motivi per i quali sarebbe stata posta in essere una simile condotta.
La richiesta di dissequestro della carta di circolazione
Alla luce della documentazione prodotta e della ricostruzione degli eventi, la ITEC, attraverso il proprio difensore, ha chiesto al Tribunale del Riesame l'accoglimento della richiesta e l'immediata restituzione o il dissequestro della carta di circolazione. Si tratta, dunque, di una prospettazione difensiva che punta sulla documentazione relativa alla trasformazione del veicolo, sulla prenotazione del collaudo presso la Motorizzazione e sulla corrispondenza tra lo stato del mezzo e quanto riportato nella documentazione.
Il Tribunale del Riesame ha tuttavia respinto il ricorso, ritenendolo infondato. Nella motivazione, il collegio ha ricordato che il giudice del riesame è chiamato a verificare, sulla base delle disposizioni del codice di procedura penale richiamate nel provvedimento, la legittimità e la fondatezza della decisione del giudice procedente che ha disposto la misura cautelare reale.
Il Tribunale ha inoltre affrontato l'argomento difensivo relativo alla buona fede del terzo acquirente. Secondo quanto riportato nel provvedimento, tale profilo non sarebbe sufficiente a superare la questione relativa alla possibilità di dissequestrare il documento. In particolare, il Riesame ha ritenuto che le motivazioni difensive relative alla «ventilata buona fede del terzo acquirente» non considerassero l'impossibilità di procedere al dissequestro del corpo del reato, ritenuto suscettibile di confisca obbligatoria secondo il riferimento normativo contenuto nel provvedimento.
Marra, dal canto suo, aveva già precisato la sua posizione respingendo ogni addebito e professando «la totale estraneità ai fatti contestati e l’assoluta regolarità del mio operato professionale di allestitore e meccanico autorizzato». «Stimato imprenditore attivo da diversi anni nel settore automobilistico e titolare di un'attività che detiene una leadership nazionale per l’allestimento e la trasformazione dei veicoli grazie all’esperienza ed alla competenza acquisite – aveva detto - affronterò con la massima serenità questa vicenda, certo di dimostrare la fondatezza delle mie ragioni, certo che sarà confermata la mia dignità professionale e personale».
Collaudi alla Motorizzazione, Luigi Marra respinge le accuse: «Estraneo ai fatti, operato regolare»