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04/03/2026 ore 06.30
Cronaca

Salerno, cade l’accusa di corruzione contro Facciolla: assoluzione definitiva (ma non sul falso)

La Procura generale non impugna il reato più grave mentre presenta ricorso sull’altro reato contestato: il magistrato dovrà difendersi anche nel processo di secondo grado

di Antonio Alizzi
L'ex procuratore capo di Castrovillari Eugenio Facciolla

La Procura generale di Salerno ha deciso di non impugnare la parte della sentenza di primo grado relativa alla corruzione nel processo che vedeva imputato il magistrato cosentino Eugenio Facciolla, oggi in servizio come giudice civile al Tribunale di Potenza. La scelta rende definitive le assoluzioni per corruzione dello stesso Facciolla, dell’agente della Polizia stradale Vito Tignanelli e della moglie Marisa Aquino.

L’appello, invece, verrà proposto sul capitolo falso: la Procura generale impugna l’assoluzione di Facciolla su questa contestazione, mentre punta a confermare la posizione del maresciallo dei carabinieri forestale Carmine Greco e dell’appuntato Alessandro Nota, condannati in primo grado.

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La sentenza di primo grado

Il Tribunale di Salerno aveva assolto Facciolla, Tignanelli e Aquino dall’accusa di corruzione. Sul fronte dei falsi, la sentenza aveva registrato un esito diverso: Greco era stato condannato a un anno e Nota a otto mesi.

I fatti risalgono al periodo in cui Facciolla era procuratore di Castrovillari. L’ipotesi accusatoria sosteneva che tra il 2016 e il 2018 l’allora capo della Procura del Pollino avrebbe assegnato incarichi per intercettazioni telefoniche e ambientali alla Stm srl, società del settore riconducibile alla coppia Tignanelli-Aquino, ottenendo in cambio utilità: una sim card e un sistema di videosorveglianza installato nei pressi della sua abitazione a Cosenza. In origine la contestazione era di abuso d’ufficio, poi modificata in corso d’indagine. La Procura di Salerno aveva chiesto tre anni per Facciolla e due anni per Tignanelli e Aquino. Accusa tuttavia infondata all’esito dell’istruttoria dibattimentale e stoppata al termine del processo di primo grado.

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Il capitolo dei falsi e il filone Greco

Le contestazioni di falso si agganciavano alle indagini avviate dalla Procura di Catanzaro sui presunti rapporti del maresciallo Carmine Greco con ambienti criminali. Nel 2018 gli accertamenti sul sottufficiale avevano fatto emergere anche presunte irregolarità attribuite all’allora procuratore di Castrovillari, tra cui ipotesi di falsificazioni di atti d’indagine, una delle quali contestata anche a Nota. La documentazione era stata trasmessa a Salerno, competente per i procedimenti a carico di magistrati dei distretti di Cosenza e Catanzaro. Greco, lo ricordiamo, ha ottenuto dalla Cassazione l’annullamento della condanna e ora attende un nuovo processo di secondo grado.