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20/04/2026 ore 15.36
Cronaca

‘Ndrangheta a Cosenza, Impieri: «Passare da Rango agli italiani poteva essere visto come una “mala azione”»

Nell’aula della Corte d’Assise di Cosenza il collaboratore di giustizia ripercorre rapporti tra gruppi, droga e il proprio passaggio da un clan mafioso all’altro

di Antonio Alizzi
Il collaboratore di giustizia avrebbe consegnato le immagini di una presunta estorsione ai carabinieri di Cosenza

Nuova udienza del processo Recovery nell’aula della Corte d’Assise di Cosenza, nel procedimento nato dall’indagine della Dda di Catanzaro sul presunto assetto criminale legato al cosiddetto clan degli “italiani”, accusato di aver retto una rete di narcotraffico tra Cosenza e i comuni limitrofi. Dopo le deposizioni di Celestino Abbruzzese («Micetto») e Ivan Barone, in aula è stato sentito il collaboratore di giustizia Luciano Impieri, esaminato dal pubblico ministero antimafia Filomena Aliberti e poi incalzato dalle domande delle difese.

Il pentito ha toccato più piani: i rapporti tra gruppi, le dinamiche interne e le “pax mafiose” indicate come snodi decisivi, ma anche il proprio percorso di collaborazione e alcune circostanze già oggetto di contestazioni in altri procedimenti.

Le “pax” e i rapporti tra gruppi

Impieri ha inserito le sue dichiarazioni dentro una cornice di equilibri che, a suo dire, sarebbero cambiati nel tempo. Ha raccontato: «Maurizio Rango non andava d’accordo con altri e si diceva che facesse “sottobanco”. Ettore Sottile, altro esponente del gruppo degli “zingari”, cercava la droga per spacciarla per conto del gruppo. Poi fu sancita la pax». Una prima “pax” ci fu nel 2006, riferendosi al «famoso e storico summit» di via degli Stadi a Cosenza. Una seconda nel 2016, nata da un accordo «tra Porcaro e gli Abbruzzese», come raccontato, in altra sede, da Celestino Abbruzzese. Un contesto inserito nel quadro accusatorio del processo Reset a partire dal 2012.

La “dote” e l’avvio della collaborazione

Sulla propria storia personale, Impieri ha riferito di avere ricevuto «una terza dote da Rango e Porcaro nella sala giochi di Mano Mozza», collocando l’episodio nel 2013. Ha aggiunto che «la prima e la seconda le ho avute nel carcere di Cosenza».

Quanto alla collaborazione con la giustizia, il pentito ha indicato la data: «Ho iniziato a collaborare con la giustizia l’8 marzo 2018. Prima ebbi altri colloqui investigativi». E ha ricostruito la fase dei primi contatti: «Parisi e un altro brigadiere vennero a casa mia chiamati da me, li ho invitati io. “Maresciallo sono Impieri”. “Il tempo di arrivare” disse Parisi». Poi il passaggio in località protetta: «Ci passai dopo 3-4 giorni dalla visita di Parisi». Nello stesso racconto ha aggiunto: «In questa fase a casa ospitai più soggetti pregiudicati. Il maresciallo Parisi mi disse che avrebbero cinturato la casa. Non ricordo se questo sia avvenuto il 27 o 28 marzo 2018».

D’Elia, Porcaro e le contestazioni in aula

Impieri ha poi affrontato i rapporti tra soggetti e gruppi, parlando anche di frizioni interne. Ha detto: «Quando Illuminato veniva a casa mia, nel periodo degli arresti domiciliari, D’Elia non era in buoni rapporti con Porcaro». Su questo versante, in aula si è registrata la contestazione del pm Aliberti in relazione ai rapporti tra D’Elia e Ariello richiamati nei verbali.

Il collaboratore ha aggiunto: «D’Elia faceva viaggi per la droga per conto di Piromallo. Sottile voleva portato da Magliari ad Altomonte per la droga». E sul rientro: «Nel viaggio di ritorno, Sottile ha inteso parlare con Piromallo per gli stupefacenti, anche se diceva che Rango non voleva che noi contattassimo gli italiani». A margine della differenza tra dichiarazioni a verbale e quanto riferito in udienza, Impieri ha rivendicato coerenza: «Come ero serio nella vita precedente lo sono anche in questa».

Falbo, il parcheggio di piazza Fera e le estorsioni

Tra i passaggi più netti, Impieri ha citato Alfonsino Falbo: «Alfonsino Falbo lo conosco, era amico di Daniele Lamanna e Maurizio Rango. Con Falbo ho parlato anche di estorsioni, tra cui il parcheggio di piazza Fera. Falbo faceva estorsioni a diverse attività commerciali».

Il “gruppo Di Puppo” e la droga

Su un altro fronte, Impieri ha collocato Francesco De Luca: «Francesco De Luca fa parte del gruppo Di Puppo, lo conosco direttamente. Si occupa di droga». E, sul gruppo, ha aggiunto: «Il gruppo Di Puppo è formato da Michele, Umberto, Alberto Superbo e altri ora non ricordo».

Il controesame

Nel controesame, l’avvocato Giorgia Greco ha posto domande sulla storia carceraria del collaboratore e sui riferimenti ad Ariello. È seguito il controesame dell’avvocato Fiorella Bozzarello, nel quale Impieri ha risposto sul rapporto con Magliari: «L’ho conosciuto in carcere a Siano, dopo è uscito per motivi di salute». Ha poi precisato: «Ariello non è stato detenuto a Catanzaro» e, sui contrasti Ariello–Porcaro: «Problemi Ariello-Porcaro? Me lo ha riferito Salvatore». Su Illuminato: «Lo conoscevo dal 2013: era molto amico di Porcaro, poi si allontanò da Roberto. Con Illuminato ci siamo visti in un bar, ma con lui non ho commesso reati». E ancora: «Neanche con Ariello ho commesso reati». Su Massimiliano D’Elia: «Ne sentivo parlare da Ariello in carcere. Altri fatti me li ha raccontati Salvatore quando eravamo liberi, ovvero che era stato abbandonato da Porcaro».

Nel controesame dell’avvocato Cesare Badolato, Impieri ha collocato il proprio “passaggio” tra gruppi: «Ero nel clan degli “zingari”, poi transitai nel gruppo degli italiani, anno 2014. Fin quando sono stato nella malavita sono stato corretto, poi sono stato costretto a cambiare ma sono rimasto sempre corretto. Passare da Rango agli italiani poteva essere visto come una “mala azione”». Il tema, come emerso in aula, si è intrecciato alle contestazioni sull’esistenza e sulla tenuta del quadro associativo di tipo confederato che la pubblica accusa richiama, anche alla luce delle decisioni già maturate nel primo grado di Reset.

L’udienza si è chiusa con l’indicazione del prossimo teste: nella prossima seduta è previsto l’ascolto del collaboratore di giustizia Giuseppe Zaffonte.