Processo Reset, il gruppo Abbruzzese “Banana”: struttura e assetto dell’associazione
Nelle motivazioni la descrizione di un sodalizio stabile per il traffico di droga a Cosenza: ruoli, continuità operativa e controllo del territorio tra il 2015 e il 2020
Nel processo Reset il Tribunale dedica un articolato approfondimento al gruppo criminale noto come Abbruzzese “Banana”, ritenuto al centro di una stabile organizzazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti operante nella città di Cosenza e nel relativo hinterland, nel periodo compreso tra il 2015 e il gennaio 2020.
Marcello Manna: «Lo scioglimento del Comune di Rende non trova alcun riscontro nei fatti accertati in sede penale» | VIDEOSecondo la ricostruzione giudiziale, l’esistenza del sodalizio emerge da un quadro probatorio definito «particolarmente ampio e variegato», composto da attività di intercettazione, videosorveglianza, servizi di osservazione e pedinamento, arresti in flagranza e dichiarazioni di collaboratori di giustizia.
Il Tribunale richiama, quale antecedente storico-giudiziario, le risultanze del procedimento “Job Center”, nel quale era già stato accertato che «nella città di Cosenza l’attività di traffico e di spaccio di sostanza stupefacente, soprattutto di eroina, risultava essere gestita quasi esclusivamente dalla famiglia Abbruzzese “Banana”».
Processo Reset, le intercettazioni tra Patitucci e Illuminato: la confederazione raccontata dall’internoLe motivazioni descrivono un’organizzazione dotata di continuità operativa, ripartizione di ruoli e capacità di controllo del territorio, elementi ritenuti idonei a integrare il reato associativo di cui all’art. 74 D.P.R. 309/1990.
Secondo quanto riferito dai collaboratori, il vertice operativo del gruppo viene individuato in Luigi Abbruzzese, affiancato dai fratelli Marco e Nicola Abbruzzese, nonché dal cognato Antonio Abbruzzese. A ciascuno sarebbero stati attribuiti compiti specifici: approvvigionamento delle sostanze, gestione dei pusher, riscossione dei proventi e controllo interno.
Processo Reset, il gruppo Presta e la Valle dell’Esaro: la «cosca dell’entroterra»In questo contesto, il Tribunale evidenzia che «ognuno, all’interno del gruppo, aveva il suo ruolo», con una struttura che consentiva al sodalizio di operare in modo stabile e organizzato nel tempo.