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19/03/2026 ore 06.30
Cronaca

‘Ndrangheta a Cosenza, riparte il processo Reset. Ma alcuni boss rinunciano all’appello | NOMI

Sono 77 gli imputati che compariranno davanti alla Corte d’Appello di Catanzaro. Non ci saranno Patitucci, Porcaro, Piromallo, Illuminato e i fratelli Abbruzzese

di Antonio Alizzi
Nella foto i boss di 'ndrangheta Roberto Porcaro, Francesco Patitucci e Mario "Renato" Piromallo

È arrivato il giorno di Reset. Riparte oggi, davanti alla Corte d’Appello di Catanzaro, il processo con rito abbreviato sul presunto sistema di ’ndrangheta nell’area cosentina. In secondo grado saranno 77 gli imputati chiamati a confrontarsi con il verdetto pronunciato il 19 dicembre 2024 dal gup di Catanzaro Fabiana Giacchetti, nell’aula bunker di Castrovillari.

L’indagine Reset porta la firma della Dda di Catanzaro. L’inchiesta, coordinata dai pubblici ministeri Corrado Cubellotti e Vito Valerio (oggi in servizio alla Procura di Bari), ha ricostruito l’esistenza di una presunta confederazione mafiosa attiva tra Cosenza, Rende e Roggiano Gravina. Al centro degli accertamenti investigativi, secondo l’impostazione accusatoria, vi sarebbero sette “sottogruppi” riconducibili a due poli principali: il clan degli “Italiani”, indicato con a capo Francesco Patitucci, ritenuto il vertice della presunta confederazione, e la cosca degli “Zingari” di via Popilia, indicata come guidata dal “reggente” Luigi Abbruzzese, figlio di Fioravante “Banana” e fratello di Antonio, Franco, Nicola, Marco e del collaboratore di giustizia Celestino Abbruzzese, alias “Micetto”.

In primo grado è stata riconosciuta la tenuta dell’impianto accusatorio che ha sostenuto le attività investigative condotte da Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza nell’arco di oltre cinque anni, avviate anche sulla scia degli sviluppi del procedimento “Terra Bruciata”, definito di recente a Cosenza.

Alcune posizioni, tra cui quelle di Francesco Patitucci, Roberto Porcaro, Mario “Renato” Piromallo, Antonio Illuminato, Luigi Abbruzzese, Marco Abbruzzese e Nicola Abbruzzese, risultano già definite: gli imputati hanno scelto di non appellare la sentenza di primo grado. Le condanne, di conseguenza, sono divenute definitive e, secondo quanto previsto dalla riforma Cartabia (d.lgs. 150/2022), beneficiano della riduzione di un sesto della pena.

Per gli altri imputati, invece, il giudizio entra nel vivo: almeno una quarantina, secondo le previsioni, punterà alla strada del “concordato”, nella speranza che l’accordo venga sottoscritto dalla Procura generale di Catanzaro e condiviso dalla Corte d’Appello.

Processo Reset in abbreviato, l'elenco degli imputati

Compariranno in udienza gli imputati:

Le parti civili sono rappresentante dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal ministero dell'Interno, dal ministero della Giustizia, dal ministero della Difesa, dal commissario straordinario del Governo presso il ministero dell'Interno per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, dalla Regione Calabria, dalla Provincia di Cosenza, dal comune di Rende, dai Monopoli di Stato, dall'associazione antiracket Lucio Ferrami e da altre persone fisiche.