Reset, Pino Munno dopo l’assoluzione: «Si chiude un capitolo buio»
La Corte d’Appello ha dichiarato inammissibile l’impugnazione della Dda. L’ex assessore: «La verità prima o poi viene fuori»
«Finalmente si è chiuso un capitolo buio che ha sconvolto ingiustamente la mia vita e quella della mia famiglia». Pino Munno, ex assessore comunale di Rende, commenta così la decisione della Corte d’Appello di Catanzaro nel processo Reset.
I giudici hanno dichiarato inammissibile l’impugnazione presentata dalla Dda di Catanzaro contro le assoluzioni pronunciate in primo grado. Tra le posizioni interessate figura quella di Munno, difeso dall’avvocato Gianluca Garritano, insieme a quelle dell’ex sindaco Marcello Manna, di Massimo D’Ambrosio e di altri imputati.
Munno era stato dichiarato non colpevole dall’accusa di scambio elettorale politico-mafioso contestata in relazione alle elezioni comunali rendesi del 2019.
Clamoroso al processo Reset, bocciati i ricorsi della Dda: Manna e altri imputati già assolti | I NOMILa pronuncia d’appello lascia ferma l’assoluzione di primo grado. Sul piano strettamente processuale, la formale irrevocabilità dovrà risultare dall’assenza o dall’esaurimento di eventuali ulteriori impugnazioni contro la dichiarazione di inammissibilità: una delle ricostruzioni pubblicate ha infatti richiamato la possibilità di un ricorso del procuratore generale.
«Il male che mi è stato fatto lascerà un segno»
Nella sua dichiarazione Munno ripercorre le conseguenze personali e familiari del procedimento.
«Il male che mi è stato fatto e i danni che mi sono stati arrecati sono innumerevoli e lasceranno per sempre un segno indelebile dentro di me», afferma l’ex amministratore.
Munno descrive l’accusa come completamente estranea alla propria persona e parla di «un senso di amarezza difficile da accettare». Nello stesso tempo, sostiene di aver trovato nella famiglia la forza necessaria per affrontare il processo.
«In questa esperienza traumatica ho acquisito la consapevolezza che avere una famiglia unita ti dà la forza di combattere contro ogni male», aggiunge.
Il ringraziamento all’avvocato Gianluca Garritano
L’ex assessore ringrazia le persone che gli sono rimaste accanto e dedica un passaggio particolare al proprio difensore.
«Dal profondo del mio cuore voglio ringraziare tutte le persone care che non mi hanno mai abbandonato, in particolare il mio grande avvocato Gianluca Garritano, che ha sempre creduto in me, ha saputo capirmi, affiancarmi e difendermi».
Munno racconta di aver conservato anche nei momenti più difficili la speranza che il procedimento potesse concludersi favorevolmente.
«La mia assoluzione rafforza i valori nei quali ho sempre creduto. La verità prima o poi viene fuori e oggi posso apprezzare nuovamente quanta luce e quanta bellezza la giustizia possa portare».
Le parole sullo scioglimento del Comune di Rende
La parte conclusiva della dichiarazione riguarda lo scioglimento del Consiglio comunale di Rende per infiltrazioni mafiose, disposto nel giugno 2023.
Munno sostiene che il procedimento abbia prodotto conseguenze non soltanto sulla propria vita, ma sull’intera comunità rendese. «Il Comune di Rende è stato ingiustamente sciolto per mafia e, ora che è stato dimostrato il contrario, ritengo che qualcuno dovrebbe chiedere scusa e rispondere del danno arrecato», dichiara.