Griglia già compilata, esplode il caso Cosenza: esposto e dimissioni in Provincia
Nella procedura “in deroga” per 6 posti tra gli istruttori, un componente della commissione denuncia presunte irregolarità, già segnalate in Procura e Prefettura
La selezione interna per le progressioni tra le aree (verticali) “in deroga” dell’Amministrazione provinciale di Cosenza finisce al centro di un esposto che chiama in causa la regolarità della procedura e porta alle dimissioni irrevocabili di un componente della commissione esaminatrice. Al cuore della segnalazione c’è un passaggio ritenuto decisivo: la consegna, prima dell’espletamento della prova, di una griglia di valutazione già compilata con i punteggi attribuiti ai candidati.
L’esposto è stato indirizzato al Dirigente del Settore Personale e Segretario Generale dell’ente, al Presidente della Provincia, al Dirigente delegato dell’Ufficio legale e al Responsabile del Servizio Risorse umane. Per le verifiche di competenza, la segnalazione è stata trasmessa anche alla Procura di Cosenza, coordinata dal procuratore capo Vincenzo Capomolla, e alla Prefettura di Cosenza, rappresentata dal prefetto Rosa Maria Padovano.
Il contesto della procedura
La vicenda riguarda una procedura selettiva interna finalizzata alla copertura di sei posti nell’Area degli Istruttori (già Cat. C1), con profilo operatori esperti stradali/conduttori M.O.C., nell’ambito delle progressioni verticali “in deroga” per personale a tempo indeterminato. In base a quanto riportato nell’esposto, la nomina della commissione esaminatrice sarebbe avvenuta con una nota protocollata il 23 febbraio 2026, mentre l’espletamento della prova era fissato per il 27 febbraio.
“Griglia già compilata”: la contestazione
Secondo la ricostruzione contenuta nell’atto, il 26 febbraio 2026, presso gli uffici del personale e alla presenza di figure interne al settore, ai membri della commissione sarebbe stato consegnato il plico delle domande pervenute con allegata una griglia di valutazione già compilata e corredata dai punteggi assegnati ai partecipanti.
Nel documento si sottolinea che, per come previsto dal bando, la valutazione dei titoli/punti avrebbe potuto incidere fino a 70/100 e doveva essere svolta esclusivamente dalla commissione nella sua composizione formale, senza interferenze esterne.
Da qui l’accusa di un possibile “vulnus” procedurale: una valutazione già predisposta, a detta dell’estensore, all’insaputa di almeno un componente della commissione.
Dimissioni e segnalazioni alle autorità
Nel testo viene anche riferito che, dopo quanto accaduto, sul posto sarebbe intervenuto il Segretario generale a seguito delle rimostranze. Il componente della commissione avrebbe quindi rifiutato di avallare l’atto, parlando di una situazione che “potenzialmente” configurerebbe violazioni dei principi di imparzialità e trasparenza e delle regole concorsuali.
La procedura viene definita “affetta da vizi gravi e sostanziali” tali da comprometterne la legittimità complessiva. Da qui la scelta di rassegnare dimissioni irrevocabili dalla commissione e di trasmettere l’esposto agli organismi competenti per le verifiche sulla regolarità dell’iter.