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16/07/2023 ore 14.42
Cronaca

Psa della Sibaritide, l’insurrezione di Cassano, Calopezzati e Crosia contro Corigliano Rossano

I sindaci Papasso, Giudiceandrea e Russo stanchi dopo cinque anni di attesa hanno chiesto allaRegione di poter approvare lo strumento urbanistico che sbloccherebbe opportunità di svilupposocio-economiche, smarcandosi dalla città guida della Piana
di Luca Latella

Il piano strutturale associato della Sibaritide ancora bloccato per “colpa” di Corigliano Rossano? Calopezzati, Crosia e Cassano chiedono alla Regione di poter adottare lo strumento urbanistico anche senza zavorre. È quanto emerge da una nota sottoscritta da Antonello Edoardo Giudiceandrea, Antonio Russo e Gianni Papasso, ormai stanchi dell’atteggiamento del loro collega di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, dal quale pur ricevendo rassicurazioni periodiche – l’ultima giunta ufficialmente un anno fa – non riescono a giungere all’adozione del piano che di fatto apre le porte alle opportunità di sviluppo non solo urbanistico ma anche socio-economico.

Già a fine maggio i tre sindaci, pubblicamente, avevano chiesto per l’ennesima volta la convocazione di una cabina di regia con l’obiettivo di terminare l’iter con l’approvazione. A distanza di quasi due mesi sono stati costretti ad intervenire nuovamente, anche perché dopo le diffide della Regione, si rischia che dalla cittadella possa essere sbandierato lo spauracchio di un commissariamento. Dal municipio coriglianorossanese fanno sapere che i ritardi sarebbero dovuti ad adeguamenti al Psa, quindi al recepimento del vincolo Pgra, il Piano di gestione del rischio di alluvioni e al Pai, il Piano assetto idrogeologico sopraggiunti tra il 2021 e il 2022. Ma cinque anni di attesa – perché il piano è pronto per la convalida dal 2018, un anno prima che l’amministrazione Stasi si insediasse a Corigliano Rossano – a Papasso, Russo e Giudiceandrea sembrano davvero troppi.

Vorrebbero, quindi, poter decidere senza intralci il loro destino e per questo hanno scritto alla Regione, chiedendo di potersi smarcare ed anche un incontro. Peraltro, i tre primi cittadini ionici temono di perdere opportunità di sviluppo ed economiche come la partecipazione ad una certa tipologia di bandi. E mentre a Calopezzati Giudiceandrea perde abitanti anche per via della mancata adozione e Papasso è preoccupato anche per la paralisi dell’edilizia, il tempo passa inesorabile e nessuno comprende quali siano i reali intralci. «La decisione arriva a seguito del fatto che più volte i comuni di Calopezzati, Cassano all’Ionio e Crosia hanno sollecitato la convocazione della cabina di regia per concordare la data di adozione del piano, ad oggi senza esito» recita una nota a firma dei tre sindaci. Giudiceandrea, Papasso e Russo convengono nell’affermare che «l’adozione del Piano è di fondamentale importanza per dare impulso allo sviluppo del territorio, per garantire gli enti nella partecipazione ai bandi per investimenti sul territorio e non da ultimo per scongiurare l’arrivo di un commissario per procedere all’adozione». Nella missiva inviata alla Cittadella i tre sindaci hanno ricordato i passaggi formali fino al 2018 con la presa d’atto della conclusione della Conferenza di pianificazione e l’acquisizione dei pareri preliminari vincolanti. «Ma nel momento in cui si doveva passare alla convocazione della cabina di regia tutto si è bloccato», aggiungono. Insomma, Giudiceandrea, Papasso e Russo vorrebbero poter governare i processi urbanistici dei loro territori in autonomia, senza grane altrui.